Una Class Action per i soldati deportati in Germania

Come nelle previsioni molto interessante l'incontro che si è svolto sabato scorso presso il Palabaster di Introbio, sul diritto al risarcimento degli "Schiavi di Hitler" ed eredi, nei confronti della Germania moderna. La relazione è stata tenuta da due avvocati di Mantova che da una quindicina di anni seguono le cause in corso, contro appunto la Germania di Merkel, e cioè Claudio e Giulio Arria, padre e figlio,

mentre in collegamento skype dalla sua casa di Firenze seguiva la discussione l'avvocato Joachim Lau, anche lui di origine tedesca, favorevole al risarcimento.

I fatti storici hanno origine, come noto, subito dopo l'8 settembre del 1943: alla notizia dell'Armistizio di Badoglio con cui l'Italia sperava di ritirarsi dalla guerra, dichiarata da Mussolini il 10 Giugno 1940 a fianco della Germania. I Tedeschi decisero la immediata invasione della penisola ("Piano Alarico") e l'arresto istantaneo di tutti i soldati italiani, da trasferire in Germania nei campi di concentramento per lavorare nelle ditte tedesche (detta "Operazione Achse").

Operazioni entrambe studiate da mesi, subito dopo il 25 Luglio, quando Mussolini venne scalzato dal potere e incarcerato per ordine del Re Vittorio Emanuele III.
L'Esercito Regio Italiano si trovò impreparato a questa svolta improvvisa nei confronti degli ex "Camerati": completamente sorpreso, a parte la sacrosanta resistenza della Divisione Acqui di Cefalonia e pochi altri casi simili, migliaia di soldati si fecero supinamente arrestare a volte da poche decine di Tedeschi, sia pur ben armati e decisi a tutto.

Ben 700.000 soldati italiani furono trasferiti in Germania, a lavorare: a loro fu proposto, per tornare in patria, di aderire al nuovo esercito fascista formato dalla Repubblica di Salò, ma pochi accettarono (circa il 10%).

Già dal 1998 l'avvocato Joachim Rau aveva deferito la Repubblica Federale Tedesca, in rappresentanza di un ex IMI di Arezzo (IMI sta per Internato Militare Italiano), e molte altre cause ci sono state in anni piu' recenti (2003-2004).

La Germania di oggi però, pur dichiarandosi sempre addolorata e dispiaciuta per questo triste passato avuto in eredità, le ha respinte, adducendo il pretesto della "Immunità giurisdizionale".
Lo stesso Governo italiano, più volte chiamato in causa, ha spesso nicchiato pur di salvare un buon rapporto con la Germania di oggi (rapporto oggi al massimo livello di empatia, visto l'atteggiamento piu' che positivo assunto dal Governo Merkel sul "Recovery Fund" ndr) .

Una svolta è però venuta dal Tribunale di Brescia, che nel 2013 ha sancito il giusto diritto degli ex IMI di vedersi riconosciuto un risarcimento economico, consistente più o meno in 30-40.000 euro a testa.

La Class Action è quindi ripartita con maggiore fiducia, anche se con scarse possibilità di successo (la Germania da tempo non manda neanche più suoi rappresentanti ai processi o davanti alla Corte) e quindi gli avvocati Arria e Lau invitano gli eredi a continuare nella causa più che altro per ottenere un riconoscimento morale, oltre a quello economico.

Sostenitore di questa posizione anche Giuseppe Augusto Amanti, già Direttore della BCC Cremeno oggi in pensione, che ha dedicato questi ultimi anni a ricostruire le vicende dei deportati valsassinesi: la sua nuova ricerca, pubblicata in un libro, sarà presentata il 14 Ottobre h.20,30 presso la Comunità Montana a Barzio, il 17 Ottobre alle h. 15 presso il Palabaster di Introbio, il giorno dopo ancora a Barzio, presso la tensostruttura alle h. 15, e infine il 21 Ottobre a Cassina Valsassina, Aula Civica, alle ore 21
(vedi VALSASSINESI E III REICH: IN USCITA UN LIBRO) .

Enrico Baroncelli

 

 

Iscriviti alla Newsletter di Valbiandino

Verrai aggiornato settimanalmente sugli ultimi articoli e novità del sito

Cerca

IL METEO

Calendario Eventi

GLI EVENTI SEGNALATI DA VALBIANDINO.NET

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Per ulteriori informazioni sulla Polcy Privacy de sito vai a
http://www.valbiandino.net/index.php/10-utilities/39-privacy-policy-del-sito

Background Image

Header Color

:

Content Color

: