CITTADINI PIU' ATTENTI AI CONSUMI

Spesa che cambia”: così a Como-Lecco dopo il lockdown, l’indagine di Coldiretti
L’azione e le prospettive del comparto nel documento presentato ad AgriNatura

Anche sul territorio, con il Covid sono profondamente cambiate le abitudini di spesa e vita quotidiana dei consumatori. Ad esempio, tutti sono più attenti alla spesa e “a non sprecare nulla”, mentre cresce la cultura del “chilometro zero” e degli acquisti di prossimità, con un occhio all’etichetta che indica la provenienza di cibi e materie prime. Lo rileva l’indagine stilata da Coldiretti Como Lecco in occasione di AgriNatura.

I cittadini lariani, in particolare, hanno rivoluzionato in era post-covid le abitudini di spesa e consumo, scoprendosi più attenti e virtuosi nelle scelte. Il dato emerge dal quadro tracciato dalla Coldiretti interprovinciale, comunque pesante in un anno che ha visto i consumi alimentari segnare in Italia un calo del 10% nel 2020: l’effetto è dovuto al crollo del canale della ristorazione, che non viene compensato dal leggero aumento della spesa domestica. Il dato emerge da una analisi della Coldiretti sulla base di dati Ismea dalla quale si evidenzia un taglio complessivo della spesa a tavola di ben 24 miliardi nel 2020 per effetto dell’emergenza coronavirus. Dati che si riflettono pienamente anche nelle due province di Como e Lecco, anche se la ripresa del turismo – e dagli arrivi da Svizzera e centro Europa negli ultimi due mesi – smorza le percentuali e fa sperare in una ripresa.

I cittadini lariani sono più attenti anche alla “cultura del recupero” nella dispensa domestica: sul territorio delle due province, come conferma un’indagine condotta presso gli agrimercati, un cittadino su due (54%) ha diminuito o annullato gli sprechi alimentari adottando strategie che vanno dal ritorno in cucina degli avanzi ad una maggiore attenzione alla data di scadenza, fino alla spesa a chilometri zero dal campo alla tavola con prodotti più freschi che durano di più: “Non si fa mai abbastanza, questo è certo, ma leggiamo positivi sul piano della riduzione dello spreco alimentare: anche l’emergenza coronavirus, costringendo gli italiani nelle case, tra lockdown e smart working, ha fatto anche emergere una maggiore consapevolezza sul valore del cibo con più tempo in cucina, il ritorno del fai da te, la riscoperta del piatti con gli avanzi e la preparazione delle conserve”.

L’attenzione alla sicurezza, evidenzia un ritorno del “fatto in casa” persino per la merenda scolastica di metà mattina: per più di uno scolaro su tre (35%) la merenda portata a scuola per la pausa dell’intervallo è quella preparata a casa da genitori e nonni con frutta, panini semplici e torte casalinghe che sorpassa l'acquisto di prodotti confezionati, (25%) o pizza, focaccia o cornetti freschi al negozio (7%). La necessità di mantenere le distanze sociali e ridurre al minimo i contatti esterni ed i rischi di contagio ha favorito un forte ritorno al fai da te casalingo, con il coinvolgimento spesso di genitori e figli nella preparazione. Un bisogno di sicurezza che – precisa Coldiretti Como Lecco - ha fatto anche sparire il tradizionale scambio di merende tra i compagni di classe. Una svolta salutistica importante anche dal punto di vista nutrizionale visto che la maggioranza del 54% dei bambini italiani faceva una merenda inadeguata con il consumo di alimenti con eccessiva densità calorica.

Da ultimo, in sintesi, ecco come i mesi di lockdown hanno modificato le abitudini di spesa sul territorio: lo smart working ha spostato fra le mura domestiche tutti gli intervalli del tradizionale orario di lavoro con la necessità di organizzarsi a casa per i pasti e magari anche per gli aperitivi di fine giornata. Il risultato è stato un +9,4% degli acquisti al dettaglio di vino e del 16,2% per la birra, ma anche dei salumi che crescono del 10,2% e dei formaggi per cui si segnala un incremento del 12,5%, con ottime performance per quanto riguarda anche le tipicità casearie delle montagne comasche e gli stracchini del Lecchese. Crescita boom per le uova che segnano un +22% mentre gli acquisti di farina sono cresciuti del 59% per effetto della tendenza dei consumatori a sbizzarrirsi in cucina preparando pasta, torte, pizze e biscotti, riprendendo anche le tradizioni tipiche dei dolci lariani. Nel primo semestre volano anche frutta e verdura con aumenti rispettivamente dell’11,1% e 12,2% ma anche le carni fresche (+10,5%), con pollo e maiale tra i più gettonati, rispetto al primo semestre 2019. Bene anche l’olio extravergine con un aumento del 9,5%, il latte (+7,9%), la pasta (+12,5%) e il riso (+16).

 

 

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