Cronache dai Posti Bellissimi/NEL NOME DEL PRETE

Ci sono feste. E Feste. 

Ci sono occasioni. E Occasioni. 

Poi ci sono i pensieri, con o senza maiuscola. 

Perché i pensieri arrivano senza che tu te ne possa accorgere e spesso e volentieri  ti consumano mente e cuore.  Non puoi evitarli ed anche se non vuoi, nonostante si faccia di tutto per allontanarli, tornano come le foglie gialle in autunno, la neve d’inverno, i fiori in primavera e i temporali in estate.

Così, mentre ero lì, immerso nell’incenso a scrutare l’altare e  guardare tutti quegli uomini vestiti di rosso ripetere una storia accaduta più di duemila anni fa in una Terra che doveva essere promessa, ho pensato a lui.

E sebbene abbia raccontato che sin da quando aveva tre anni probabilmente era stato illuminato da una Luce diversa da tutte le altre, mi sono chiesto cosa possa spingere un giovane, oggi, a diventare Prete.

Devi essere un eroe, mi sono detto. E un navigatore.

Uno capace di salire sulla sua barca per affrontare il mare della Fede, mentre le onde del quotidiano tentano di farti naufragare e i sette peccati capitali ti girano intorno come una giostra cercando di convincerti a seguirli nel loro perverso vortice.

Il Prete, invece, oggi è lì. Il mare attraversato, la barca solidamente attraccata al molo della Carità.

Un esempio. Anzi, un Esempio. Con la maiuscola.

Già, perché in questo universo dove sembra che tutto debba ridursi a un dare per avere e sempre meno ad un avere per dare, il Prete lancia un messaggio di Speranza.

Non è vero che i Valori stanno scomparendo. Non ci credo. Non ci ho mai creduto.

Sono forse solo un po’ nascosti sotto la cenere delle nostre presunzioni e sta a noi ripulire quel sottile strato di paura che ci impedisce di riappropriarcene e di trasmetterli soprattutto ai più giovani.

Perché se per il passato non possiamo fare più nulla e il presente è talmente sfuggente che l’oggi è sempre più velocemente  già ieri, sul futuro le scommesse sono ancora aperte e il cosa sarà dipende (quasi) solo da noi.

Io mi auguro che chi oggi ha festeggiato il Prete poi sia tornato a casa ed abbia parlato con i propri figli o con i propri nipoti.

E  invece di chiedergli dove sono stati ieri sera o cosa hanno visto in televisione, abbia trovato il coraggio di raccontare la storia non virtuale di un ragazzo qualunque, cresciuto nelle loro stesse vie e  che oggi li aveva assolti da tutti i loro peccati.

Nel nome del Padre.

Riccardo Benedetti

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