UN GIORNALINO DELLA RSI A PREMANA

Se ne era già occupato lo storico premanese Antonio Bellati in un numero della rivista Il Corno del Luglio 2012.
A Premana i militi della GNR (Guardia Nazionale Repubblicana, cioè i Fascisti di Salo') avevano fatto stampare nel 1944 due copie di una rivista che nelle loro intenzioni doveva essere satirica, intitolata "Il Mengha".

Del primo numero, uscito probabilmente nel Settembre 1944, se ne sono perse le tracce, ma il secondo è finito nel circuito delle librerie antiquarie e oggi ritrovato.
In questo ciclostilato, non molto ben conservato, non ci sono a dire il vero informazioni particolarmente interessanti.
Il testo parla dell'arrivo a Premana di un drappello di militi fascisti, "un centinaio di ragazzotti in divisa" dice Bellati, non molto contenti della loro situazione " mestamente salirono chi rassegnato,chi fortemente imprecando, fiduciosi pero' che il duce loro non saria mancato alla parola promessa", cioè a una ricompensa alla fine della guerra.
"Rutti e scorregge" danno il quandro di un drappello non molto motivato militarmente.
Dopo molte ore di "faticosa montagna" il gruppo arriva a Premana e prende alloggio nelle scuole, dove si butta finalmente a dormire su giacigli di paglia.
A comandarli il Tenente Alfio Licitra, che il giorno dopo, il 4 Ottobre, li manderà a bruciare rifugi dove probabilmente si nascondevano i Partigiani: "Subiac, Bianden, Deleguac, Barconscei" dove ci sono anche stati scontri armati che hanno provocato 3 morti e 8 feriti tra i repubblichini, e 4 morti tra i ribelli.

Tra i primi c'era anche un milite di 64 anni, detto "Il Geografo", che si diceva uomo di mare e che aveva orrore della montagna !
Pidocchi, fame ( a cui provvedevano saccheggiando e requisendo animali e maiali ai valligiani) e miseria sono compagni inseparabili del gruppetto, oltre che il Terrore di cui era causa il loro Capitano Langella , fucilato dai Partigiani alla fine della guerra.

A proposito dei nemici " molti valorosi partigiani non appena noi siamo saliti in montagna per andarli a cercare sono prontamente scesi a Bellano, dicendo che loro volevano scherzare, che non era il caso di prendersela per tre o quattro imboscatucce e via dicendo".
Cosi' mentre i militi della GNR stavano tra "paglia e pidocchi, e cicche di popolari, quelli giocano al biliardo, mangiano cioccolato Tauriniano, passeggiano giocondamente per le vie di Bellano".
In realtà, molto poco giocondamente, i partigiani catturati, come il Tenente Battista Todeschini oppure come Corti Villa, venivano mandati non sul lungolago di Bellano a mangiare cioccolato, ma nel campo di concentramento di Mathausen a morire di fame e di stenti .
Ma questo il foglietto non poteva dirlo !
Una pagina comunque interessante, che dimostra tra l'altro il non elevatissimo entusiasmo dei giovani mandati a combattere sulle montagne una guerra già persa insieme agli alleati camerati Nazisti.

Enrico Baroncelli

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