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Pubblicato in Attualita`

ANCHE I RICCHI PIANGONO (E STANNO IN CODA)

Domenica, 29 Settembre 2024 20:07 Scritto da  Riccardo Benedetti

E sì che alcune campane suonano a martello descrivendo la povertà avanzante, l'impossibilità di arrivare a fine mese, gli stipendi che non crescono, i figli che non nascono perchè costano, gli affitti troppo cari e tutta una serie lunga chilometri di ombre sullo Stivale.

Ma qui, di chilometrico, ogni santa domenica ci sono le code di chi, evidentemente, non ha il problema del tirare a campare ma solo quello del tirare ad andare in giro a spasso. 

Niente di male, intendiamoci, soprattutto per chi di "turismo" vive, ma allora che fotografia dobbiamo guardare?

Quella a colori del paese del Bengodi o quella in triste biancoenero secondo cui la povertà avanza e siamo destinati inevitabilmente all'accattonaggio?

Provate, e ci avrete già provato, a capitare in un ristorante una qualsiasi domenica a mezzogiorno: la domanda fatidica è "avete prenotato?", e se lo avete fatto siete apposto, altrimenti buongiorno e arrivederci, forse, alla prossima.

Certe volte mi viene in mente quella vecchia e famosissima telenovela messicana. Come si chiamava? Ecco: "Anche i ricchi piangono", titolo a cui oggi bisognerebbe aggiungere il sottotitolo "e stanno in coda".

Oggi sugli schermi di Lago e Valle è andata in scena un'altra puntata del polpettone, una puntata arricchita (diciamo così) da un paio di incidenti che hanno contribuito (e non è la prima e non sarà nemmeno l'ultima volta) a rendere il copione più appassionante, nel senso di "passione" tipo quella del Calvario, mica di uno sceneggiato qualsiasi come "A un passo dal cielo". Perchè è vero che il passo c'era, ma era quello d'uomo.

Insomma, tutti in fila, appassionatamente, sulla 36 del lago con i più smaliziati a cambiare canale e trasferirsi sulle frequenze della Valsassina o della 72 alla ricerca di una corsia un po' più libera andando ad infoltire il già congestionato traffico locale.

Chi ha seguito Maps, chi ha ascoltato Waze, chi, invece, si è messo il cuore in pace intruppato nei venti chilometri di coda (gallerie comprese, immaginiamo che aria avrà respirato) sperando in una Via Crucis la meno dolorosa possibile.

Quelli che hanno scelto la variante Valsassina (già, perchè in questi casi alla fine ci andiamo di mezzo sempre noi) si sono trovati fermi alla Cademartori, complici anche le Zootecniche e il mercato, e, una volta intravista la salvezza della "nuova" Ballabio vi si sono gettati a capofitto rimanendo bloccati ancora a Versasio. Altri alla "nuova" hanno preferito la "vecchia", facendo bingo se dovevano andare a Lecco, non certo se la loro meta era comunque la 36 per la Brianza.

E già, perchè una volta superato, a fatica, il nodo scorsoio di Lecco, l'allegra compagnia dei  (presunti) ricchi che piangono si è ritrovata tutta insieme, ancora una volta, a recitare su un altro palcoscenico prima di poter raggiungere, finalmente, l'uscita di casa loro e tirare un sospiro di sollievo.

Forse qualcuno avrà anche detto "mai più!", ma diffidate dai buoni propositi: domenica prossima tutti gli attori torneranno a recitare questa commedia. Del resto, come fare a non capirli? Mica vivono nei Posti Bellissimi!

E poi, scusate, non è mica il tempo delle castagne che sono anche gratis?

 

(P.S.: ho scritto queste righe - dal tono scherzoso e provocatorio - dopo aver appreso dagli organi di informazione che le persone coinvolte negli incidenti non hanno avuto, per fortuna, gravi conseguenze. In ogni caso, visto che il traffico nei fine settimana di ottobre è solo destinato ad aumentare, credo che un richiamo alla prudenza sia opportuno da parte di tutte le autorità e dei media. E, aggiungo, servirebbero anche maggiori e seri controlli sulle strade. Altrimenti anzichè parlare solo di carrozzerie - come è il caso odierno - dovremo occuparci anche di altri argomenti decisamente più gravi).

Ultima modifica il Domenica, 29 Settembre 2024 21:20
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