Ci sono opere attese da decenni che non decollano o fanno fatica a decollare. Due esempi eclatanti? la "nuova" Lecco-Ballabio, attesa per cinquant'anni o giù di lì, e, in tempi più recenti, la "tangenziale" di Primaluna, opera il cui progetto doveva essere quantomeno avviato dopo l'inaugurazione della variante di Introbio (di cui costituisce il naturale proseguimento verso il centro Valle) e che, per quanto ne sappiamo, potrà (forse e chissamai) vedere la luce fra sette o otto anni.
Ma il record di attesa, sicuramente, appartiene al sottopassaggio ferroviario di Bellano, la cui realizzazione probabilmente era auspicata, come ha avuto modo di affermare il primo cittadino Antonio Rusconi, dallo stesso giorno in cui venne inaugurata nell'anno 1894.
E finalmente lunedì prossimo, 31 marzo 2025, prenderanno il via i lavori che permetteranno di eliminare un passaggio a livello entrato a buon diritto nella storia del nostro territorio.
"Lunedi 31 marzo - dice il Sindaco - inizia il cantiere di demolizione della stazione di servizio Agip/ENI. A seguire nel mese di aprile il cantiere di RFI. Sono momenti di grande emozione: nel 2016 appena insediati abbiamo messo al centro delle priorità sui tavoli di sviluppo territoriale questo imponente lavoro. Quante riunioni, quante telefonate, quanti scritti: tanto è stato l'impegno. Un lavoro complesso per la sua progettazione e realizzazione, oltre che costoso visto che stiamo parlando di oltre 12 milioni di euro".
"Naturalmente l'iter è stato problematico tra variazioni urbanistiche, conferenze di servizi, gestione delle convenzioni tra vari enti e proprietà, ma la caparbietà di molti soggetti, la collaborazione con tanti enti sovraccomunali tra tutti Regione Lombardia - un grazie particolare al sottosegretario Mauro Piazza - la volontà di Amministratori pubblici e staff tecnici sta portando ad una svolta epocale per Bellano e il territorio circostante. Saranno mesi di passione, di disagi, di polvere... ma una pagina sta per essere scritta!"
"Peccato - chiosa Rusconi togliendosi qualche grossa pietra dalla scarpa - per alcuni detrattori che in questi anni hanno ironizzato e magari non ci hanno creduto: ora vedranno il risultato di tanti sforzi, anche se comunque troveranno altro su cui ironizzare".