BOBBIO CHIUDE IL 6 APRILE. NUOVA CABINOVIA RIMANDATA AL 2026?
C'è dunque un termine per il finale di stagione ai Piani di Bobbio: tempo (e temperature) permettendo gli impianti continueranno a funzionare sino a domenica 6 aprile (toh, il giorno del mio compleanno!), completando in pratica un lungo, proficuo e sicuramente impegnativo quadrimestre di "lavoro" che ha visto affluire nella stazione sciistica centinaia di migliaia di persone.
Il dubbio, visti i programmi in corso, era se poi sarebbero iniziati i lavori per la sostituzione della cabinovia, ma l'interrogativo ha subito trovato una risposta: il 31 maggio le cabine torneranno a girare e così faranno per tutta la stagione estiva, per cui del nuovo impianto (finanziato, oltre che con ingenti fondi propri, anche con 10 milioni pubblici) se ne parlerà nel 2026.
Ovviamente, a beneficio nostro come giornale ma soprattutto dei nostri lettori, abbiamo cercato di capirne di più, ma dall'I.T.B., che ho interpellato, è giunta nelle scorse settimane solo una laconica frase di "non risposta", sintetizzabile, suppergiù, così: "non abbiamo risposte alle vostre domande".
Siccome, a differenza di altri che magari sono tenuti più in considerazione per motivi di accondiscendenza, Bobbio la frequento e, guarda caso, lì ho anche tanti amici impegnati in attività varie, da quanto sono riuscito a raccogliere posso dire di aver trovato una certa qual consolazione: la "poca" informazione - infatti - non investiva solo il nostro modesto giornale ma anche chi, su ai Piani, ha un lavoro e fino a l'altro ieri non sapeva di che morte avrebbe dovuto morire (in senso figurato, ovviamente) nei prossimi mesi.
Ora, invece, il quadro è chiaro, o almeno così sembra, perchè le vie dell'I.T.B. a volte sembrano imperscrutabili e l'unico dato certo ed inequivocabile è che la società con sede a Valtorta che ha in mano tutto il volano del turismo in quota della Valle (Bobbio, Betulle, Artavaggio e financo Erna) è maledettamente brava a fare il suo lavoro e di questo bisogna rendergliene atto e levarsi il cappello.
A me, tanto per non gettare benzina sul fuoco, piacerebbe, a distanza di decenni, capire perchè un'azienda così strategica per il territorio sia finita in mani "brianzole" (senza nessun riferimento razzista, neh?) anzichè essere posseduta da "noi" valsasnatt. La mia personalissima opinione è che non si è stati per nulla lungimiranti e non si sia voluto investire preferendo accumulare rendite di capitale (vedi, tanto per fare un esempio, gli affitti degli appartamenti) o accontentarsi di restare alla finestra o sulla porta del negozio, piuttosto che compiere una scelta imprenditoriale (cioè fare quello che tutti gli imprenditori fanno: rischiare).
Che il nostro sport preferito sia poi quello di imitare Tafazzi per non dar soddisfazione all'altro devo averlo già scritto altre volte per cui non mi sembra il caso di star qui a contarla su un'altra volta.
E un'altra volta, invece, ribadisco che una delle prove più lampanti della scarsissima lungimiranza è sempre la stessa: lo sciagurato referendum che impedì la realizzazione della stazione a valle della funivia in quel di Cantaliberti le cui conseguenze su Barzio (e l'Altipiano nel suo complesso) sono facilmente visibili ogni fine settimana d'inverno e, da qualche anno in qua, anche in alcuni giorni infrasettimanali dove l'equazione vincente è sempre più spesso parcheggi pieni = negozi vuoti.
E siccome, stando a quanto siamo riusciti a capire, la nuova cabinovia sarà in grado di raddoppiare i passaggi, capite benissimo, cari lettori, che qualcosa a livello logistico dovrà essere sistemato.
Ci penserà l'I.T.B.? Ci penseranno le amministrazioni comunali?
Come disse il Gran Lombardo "ai posteri...", sempre sperando che non siano troppo ... posteri.