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Valbiandino.net : notizie dalla Valsassina e non solo...

Lunedì, 11 Luglio 2022 14:51

TRUMP: RISCALDAMENTO GLOBALE E OCEANI PIU' ALTI ? AVREMO PIU' CASE AL MARE !

Fantastici certi Tycoon (non solo in America) che con le loro battute alleggeriscono il morale, già reso pesante da guerre e da problemi economici che loro per fortuna non hanno.
«Gli oceani si stanno alzando? Avremo qualche casa vista mare in più». Donald Trump scherza così parlando del riscaldamento globale durante il raduno «Save America» ad Anchorage, in Alaska. «Non è la cosa peggiore del mondo, abbiamo problemi più seri», ha detto l'ex inquilino della Casa Bianca. Che speriamo proprio non riveda mai più, se non in cartolina !

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Lunedì, 11 Luglio 2022 14:22

CON MENTANA E UN CONCERTO SI CHIUDE IL LECCO FILM FEST

in Cultura

Gran finale per il Lecco Film Festival 2022: è stata una giornata fitta di appuntamenti e di ospiti d’eccezione a chiudere solennemente la manifestazione dedicata a cinema e cultura che la scorsa settimana ha animato il centro cittadino. Tra gli eventi di particolare interesse della quarta ed ultima giornata della kermesse c’è stato il dibattito dedicato a media e cultura, con particolare riguardo all’evoluzione delle pagine culturali di giornali e tg, che nella mattinata, presso il palco allestito in queste giornate in Piazza XX Settembre, ha visto protagonisti quattro nomi illustri del giornalismo italiano: Agnese Pini, direttore de La Nazione, Il Resto del Carlino, il Giorno e Quotidiano Nazionale; Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera; Enrico Mentana, direttore del TG di LA7 e Vincenzo Morgante, direttore di TV2000 e Radio InBlu.

Apportando il prezioso contributo dei loro diversi e autorevoli punti di vista, i relatori hanno dato vita ad un confronto nel quale sono stati toccate le questioni cruciali che investono il mondo dell’informazione alla luce delle trasformazioni che lo hanno investito negli ultimi anni: le potenzialità e i rischi insiti nei social media, la distruzione del valore del diritto d’autore con i problemi che ne derivano, l’attrazione della controfattualità e i possibili argini per contrastarla, le responsabilità di chi fa informazione, ma anche di chi ne fruisce, in un’epoca nella quale l’informazione è infinitamente più accessibile libera e gratuita (nel bene e nel male) che in passato sono alcuni dei nodi toccati nel vivace dibattito che ha intrattenuto per un’ora abbondante un pubblico numeroso e interessato.

Nel pomeriggio sono seguiti i successivi appuntamenti in programma: sempre in piazza XX Settembre un dibattito sul tema “Donne fra lavoro e famiglia: l’impresa eccezionale?” con ospite Anna Ascani, sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo Economico, seguito dall’incontro con il cantautore e musicista Omar Pedrini. A chiudere il Festival in serata sono stati il concerto, applauditissimo, del corpo musicale cittadino Alessandro Manzoni, dedicato alle colonne sonore di alcune tra le pellicole più celebri del Novecento, e la proiezione del film ‘Leonora Addio’ di Paolo Taviani, preceduto dall’incontro con alcuni dei protagonisti della pellicola e della sua realizzazione. Poi il sipario su un Festival che dà l’appuntamento al pubblico alla prossima edizione con la prospettiva, ormai ben più che una promessa, di imporsi come appuntamento di interesse a livello nazionale.

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Lunedì, 11 Luglio 2022 09:55

COORDINAMENTO NAZIONALE PER LA FUSIONE DEI COMUNI

Il Coordinamento nazionale per le fusioni plaude all'iniziativa di​ ​ Appello per Lecco:
l'idea della fusione tra Morterone,​ Ballabio e Lecco venga valutata con serietà e democraticamente dai cittadini e non respinta con pregiudizio da​ Sindaci senza argomenti.
Le fusioni tra comuni migliorano la qualità della vita dei cittadini coinvolti,​ questa non è una opzione e neppure un auspicio,​ ma bensì la risultanza di innumerevoli studi​ redatti da autorevoli istituti di ricerca, dall'ISTAT e dal recente​ rapporto quinquennale del Ministero dell’Interno.

Anche il Coordinamento nazionale per le fusioni​ è​ arrivato alla stessa conclusione e lo ha fatto registrando le opinioni​ della gran parte dei Sindaci di comuni nati da fusioni, dalle quali emergono livelli di soddisfazione davvero molto alti delle comunità coinvolte.
Questo non significa che​ le fusioni siano l'unica opzione per migliorare la vita dei cittadini offrendo loro servizi, nuove​ opportunità, e benessere, ma sicuramente un percorso che diverse città e paesi hanno intrapreso con successo e soddisfazione reciproca.
Appello per Lecco, ha​ semplicemente avanzato una proposta:​ unire i territori di Morterone (il paese più piccolo d'Italia), Ballabio (un paese che sta per essere commissariato) e Lecco (un capoluogo di provincia).
Lo hanno fatto elencando solo alcuni dei possibili benefici per le collettività.

Ma vi assicuriamo che i benefici di unirsi ad un capoluogo saranno innumerevoli a partire dalle scuole, trasporti, opere pubbliche,​ turismo e cultura. Oltre ai temi ambientali già presenti nel comunicato di Appello.
Ora, dopo aver registrato le classiche e​ istintive​ reazioni​ di alcuni amministratori, anche se fa un certo effetto quando arrivano​ da un Sindaco commissariato per non essere riuscito a far approvare il bilancio preventivo....
Ora, dicevamo,​ una comunità matura, con gli amministratori in testa,​ ha il dovere di​ dare inizio ad una fase conoscitiva che coinvolga i cittadini, le associazioni,​ i portatori di interessi.
Si tratterà di​ entrare nel merito,​ di valutare le conseguenze positive e ancor più,​ quelle negative,​ FCCN è​ assolutamente disponibile ad accogliere la sollecitazione di Appello per Lecco e del suo fondatore Corrado Valsecchi, membro del nostro​ direttivo nazionale; mettendo a disposizione del territorio lecchese i migliori tecnici del nostro staff.​

Una struttura di alto livello che ha dato ottima prova in molti dei percorsi di fusione realizzati in Italia.
Apprezziamo le parole di Valsecchi: "le fusioni sono una opzione e non una imposizione, la legge dà ai cittadini,​ attraverso il referendum,​ l'ultima parola,​ è​ dunque un percorso assolutamente​ democratico,​ nel quale i cittadini saranno protagonisti".
E questo è, mai come ora, davanti ad una crisi della partecipazione popolare, davvero importante e necessario.

Antonello Barbieri
Presidente Nazionale di FCCN

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Lunedì, 11 Luglio 2022 07:03

 MISSION BAMBINI - CENA Benefica Pro Cuore di Bimbi

Si è svolta sabato 9 luglio, a Maggianico di Lecco presso l’oratorio la cena di raccolta fondi di Mission Bambini per il progetto “Cuore di Bimbi”.
“Erano presenti circa 100 persone” racconta Chiara Michetti speaker della serata e organizzatrice insieme al gruppo dei volontari di cucina coordinati dall'inesauribile Lucia Chiarappa “un grande successo per un periodo come questo infatti oltre a un numero di disdette significativo (causa covid) alcuni simpatizzanti del nostro sodalizio hanno ricevuto il dinner box della cena a domicilio , il progetto ‘cuore di bimbi” nasce nel 2005 per aiutare i bambini che nascono con difetti cardiaci congeniti.

Grazie a Mission Bambini e ai medici dell’ospedale Niguarda riusciamo ad intervenire su tantissimi bambini Africani, Asiatici e Europei. Grazie alle missioni di medici volontari, vengono sottoposti nei Paesi in cui vivono a screening, operazioni salvavita, follow-up post operatori. Laddove non sia possibile intervenire in loco, i bambini vengono ospitati e curati in Italia o in Romania.”
“Un grazie particolare” sostiene Beppe Mambretti che della Fondazione è il coordinatore provinciale Lecchese “sicuramente va ai tanti amici e volontari che si sono resi disponibili per l’organizzazione, la cucina, il servizio, senza di loro non sarebbe stato possibile. Per noi aiutare i bambini è una gioia, sono il futuro del mondo e lo facciamo oltre gli ostacoli, oltre le difficoltà e oltre la nostra di zona di confort ”.
Chiunque abbia voglia di donare anche solo 3-4 giorante all’anno a Mission bambini diventando volontario o voglia avere maggiori informazioni può contattarci a questa pagina

https://missionbambini.org/volontariato/ oppure visitare il sito
https://missionbambini.org/ .

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Domenica, 10 Luglio 2022 18:27

A BARZIO E' IL MOMENTO DEI SALUTI PER GLI ALPINI

Un'esperienza che non sarà dimenticata e che ha lasciato un'impronta sia nei cuori del valsassinesi che degli stessi Alpini, che si sono sentiti così ben accolti e a casa loro.
Domenica mattina a Barzio è stato il momento dei saluti e dei ringraziamenti, in particolare per i due principali organizzatori di un evento che è durato una intensa settimana, e cioè il tenente Colonnello Giuseppe Cardilli, coadiuvato dal Presidente dell'ANA Lecchese Marco Magni. Così sono stati ricordati nell'ultima cerimonia ufficiale, tenutasi presso il Leone in piazza a Barzio, dove hanno preso la parola anche i rappresentanti delle istituzioni, il Sindaco di Lecco Mauro Gattinoni, il rappresentante della Regione sottosegretario Antonio Rossi, il Sindaco di Barzio Giovanni Arrigoni Battaia.

Un'esperienza importante che rimarrà nella memoria e che si spera di replicare magari tra qualche anno.
Di seguito alcune fotografie del corte, che è partito dal PalaBarzio per arrivare in piazza Garibaldi, dove è posto il Monumento ai Caduti.

In seguito , a mezzogiorno, è stata celebrata al campo base la Santa Messa domenicale.

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Domenica, 10 Luglio 2022 15:03

ANCHE VERDONE (online) AL FILM FEST di LECCO

Lecco abbraccia virtualmente Carlo Verdone. La positività al Covid 19, che pure non ha permesso al popolare e amatissimo attore e regista romano di essere fisicamente in città, non ha compromesso la sua partecipazione alla terza edizione del Lecco Film Fest. In videocollegamento con una Piazza Garibaldi gremita di spettatori, ieri, sabato 9 luglio, il cineasta ha intrattenuto per oltre un’ora il pubblico lecchese che già da giorni aveva fatto registrare il tutto esaurito per il doppio appuntamento grazie al quale, negli auspici degli organizzatori, sarebbe stato il protagonista assoluto della kermesse nella sua terza giornata: prima, nel pomeriggio, la proiezione del film “Ordet” di Carl Theodor Dreyer, capolavoro del cinema nordeuropeo cui il cineasta romano è particolarmente legato, con successivo dibattito aperto alla platea.

Poi l’intervista a tutto campo in Piazza Garibaldi a partire dalle 19. Invitato al Lecco Film Fest nella duplice veste di ‘amico’ e spettatore’, dopo le brevi battute introduttive della giornalista e critica cinematografica Marina Sanna e del padrone di casa, Monsignor Davide Milani, prevosto di Lecco e presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, dal ledwall su cui campeggiava in primo piano Verdone ha impiegato pochi momenti a prendersi l’intera scena ed entrare in sintonia perfetta con la platea, affascinata dalle sue straordinarie doti di comunicatore, oltre che dalla sua impagabile cultura cinematografica, dimostrata dalla lezione magistrale con la quale ha illuminato le qualità più singolari delle pellicole del grande cineasta danese, dalla fotografia al montaggio, alla scelta degli attori, alla capacità di coinvolgere l’emotività degli spettatori attraverso i rumori della natura che ne costituiscono la colonna sonora.

Poi spazio ai ricordi risalenti a momenti diversi della propria vita e della propria carriera, in una chiacchierata nella quale all’ironia e all’umorismo si sono alternate la nostalgia e la commozione nel susseguirsi di aneddoti indimenticabili, alcuni divertenti, come la sonora bocciatura inflittagli dal padre Mario, ordinario a La Sapienza di Roma, all’esame di Storia e critica del cinema, o la ‘morte apparente’ di un’attrice durante le riprese del film “Ma che colpa abbiamo noi”; altri romantici e perfino struggenti come l’amore giovanile - breve e impossibile - per una prostituta giovane e bellissima (“una piccola Juliette Greco”), ricordato con accenti di particolare delicatezza anche in un capitolo della sua autobiografia “La carezza della memoria” dato alle stampe lo scorso anno. Nel corso della conversazione non è mancata l’occasione di riflettere sulla situazione in cui versa attualmente il cinema italiano, una crisi le cui origini risalgono, come noto, a tempi antecedenti l’inizio della pandemia.

A tale riguardo il regista non ha lesinato critiche ai colleghi, dichiarandosi deluso dalla qualità media di quanto viene proposto, non adeguata, al netto di poche eccezioni, alle aspettative del pubblico, che ha motivo di disertare le sale alla luce della mediocrità di quel che si produce, e ha biasimato la corsa ad accaparrarsi le sovvenzioni statali sfornando di gran fretta film scadenti. Il pubblico lecchese ha ascoltato con grande interesse il lungo intervento di Carlo Verdone esprimendo il proprio apprezzamento con diversi applausi, dei quali il più caloroso è risultato quello finale, nel momento di un congedo che è stato un arrivederci: don Davide Milani, in qualità di promotore della manifestazione, ha infatti già ottenuto dal regista romano l’impegno - ancor più solenne perché pubblico - a partecipare all’edizione 2023 del Lecco Film Fest. Questa volta finalmente dal vivo.

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Domenica, 10 Luglio 2022 14:30

QUEL DEBITO POCO NOTO CHE GLI ITALIANI HANNO CON GLI ALPINI

in Cultura

Che gli Alpini siano il corpo militare più amato dagli Italiani, soprattutto al Nord, non è una novità. L'accoglienza e , diciamolo pure, l'affetto, che la presenza del 9* Reggimento della Brigata Alpina Taurinense hanno ricevuto in Valsassina, nel corso di una settimana di alloggiamento ed esercitazioni, ne sono state un'ulteriore prova ("Siete bellissimi !", gridava qualcuno ieri dalle strade di Pasturo) .

Quando si pensa agli Alpini, fondati 150 anni fa nel 1872, si pensa alle epiche battaglie della I Guerra Mondiale sul Carso e sul fronte del Piave. Nella II Guerra Mondiale invece sono stati utilizzati tra l'altro in Montenegro, in Yugoslavia, e nello sciagurato attacco alla Grecia (a cui dovevamo "spezzare le reni"), iniziato in una data sbagliata, alla vigilia dell'Inverno, 28 Ottobre 1940, il 18* anniversario della Marcia su Roma, in condizioni meteorologiche che causarono il congelamento di molti Alpini sulle montagne del Montenegro. Se già lì molti cominciarono a dubitare della pessima organizzazione con cui l'Italia era stata buttata nella Guerra (mi rifaccio soprattutto alle testimonianze orali di Mario Cerati, Capitano Alpino originario di Introbio) il disastro più noto e definitivo fu la partecipazione alla Campagna di Russia, voluta personalmente da Mussolini nel Giugno del 1942.

In realtà gli Italiani c'erano già da tempo in Russia, dal Luglio 1941, a fianco dei "Kameraten" Tedeschi: circa 60.000 uomini inquadrati nel CSIR (Corpo di Spedizione Italiano in Russia) al comando del bravo Generale Giovanni Messe. Il quale aveva cercato inutilmente di convincere Mussolini a desistere dall'idea di inviare altre truppe in Russia, visto anche che i Tedeschi mal ci sopportavano (addirittura alcune camionette tedesche si erano rifiutate di trasportare feriti italiani).
Ma il Duce fu irremovibile: si trattava soprattutto di un'operazione di propaganda. Venne allestita così l'Armir, 230.000 uomini mal equipaggiati, male armati, e soprattutto appiedati: non starò a ripetere diverse cose già note anche nella storia e nella letteratura italiana, ma mi soffermo su due particolari non secondari, la partenza e il ritorno di questi soldati.

La partenza, nel Giugno 1942, fu tutto uno sbandierare di fanfare , bande, trombe e bandiere a ogni stazione ferroviaria, che dovevano celebrare i nostri Alpini in viaggio verso la Russia. Cosa ci andasse a fare un corpo pensato per la montagna in un territorio di pianura e steppe come la Russia nessuno l'aveva capito molto bene (forse perchè erano abituati al freddo ?). Peccato poi che i treni si fermassero a 120 km dalle postazioni sul Don che gli Alpini dovevano presiedere. Gli ultimi 120 chilometri a piedi furono abbastanza faticosi, ma i soldati presero le loro posizioni sul fronte russo meridionale e costruirono le loro difese.

Il ritorno, dopo che i Russi scatenarono nel Natale del 1942 l'offensiva del "Grande Urano", fu tutta un'altra musica. Le famose "centomila gavette di ghiaccio" si trascinarono faticosamente verso il confine: la durissima battaglia di Nikolaevka, ricordata giustamente ogni anno agli inizi di Febbraio a Colico, con cui a costi durissimi riuscirono a evitare l'accerchiamento e la cattura di tutta la spedizione, garantì la loro salvezza.
Ma in quali condizioni ? E qui mi rifaccio alla testimonianza di un Alpino valtellinese del "Morbegno", Primo della Bosca, tramandatami da sua nipote in una tesina scolastica per la Maturità al Parini serale.
Episodi confermati anche da alcuni storici importanti come Renzo de Felice. Saputo del disastro, Mussolini ordinò che gli Alpini venissero riportati in patria nella massima segretezza (niente più fanfare e bandiere !).
Dei vagoni con i vetri oscurati o addirittura piombati furono mandati nelle vicinanze del Brennero: la stragrande maggioranza dei soldati, esausti, mutilati o feriti, ridotti a circa un quarto rispetto alla partenza, furono inviati all'Ospedale Militare di Roma, senza che nessuno potesse incontrarli.

Una volta dimessi dall'Ospedale, fu ordinato loro di non parlare con nessuno della loro esperienza in Russia, e tantomeno di formulare critiche allo Stato Maggiore. Naturalmente molti Alpini, da bravi soldati obbedirono, ma c'era poco da voler tenere nascosto: le loro condizioni parlavano da sole !

I parenti e gli amici che finalmente potevano rivedere i loro cari, almeno quelli fortunati che erano riusciti a tornare a casa, non avevano bisogno di molte spiegazioni per capire che cosa era successo. Fu come uno squarcio che si aprisse, una finestra aperta dopo vent'anni di chiusura e di propaganda. Il consenso al Regime Fascista, che era stato all'apice fino al Giugno del 1940, crollò improvvisamente come un castello di carte.

Non a caso dal Febbraio del 1943, quando tornarono gli Alpini, fino al 25 Luglio di quell'anno, Mussolini smise di dare discorsi inutili e retorici dal balcone di Palazzo Venezia. Anzi, si dette malato per molti mesi, accusando la recrudescenza di disturbi intestinali che lo avevano colpito fin da giovane. Il Regime entrò in uno stato di agonia e di catalessi: persa definitivamente la "Guerra d'Africa" e finito il glorioso "Impero", subita l'umiliazione in Russia, mentre invece i Tedeschi resistevano tenacemente (ci vorranno altri due anni ai Russi per arrivare ai confini della Germania) venne finalmente al pettine la corruzione del regime fascista, la disorganizzazione, la cialtroneria con cui erano state mandate allo sbaraglio le migliori truppe dell'Esercito Italiano.

Insomma, uno squarcio di verità che portò alla fine del Regime, quando poi, dopo l'invasione americana della Sicilia il 25 Luglio, Mussolini venne finalmente esautorato dal Re Vittorio Emanuele III.

Finita lì ? Nient'affatto. Quando, dopo l'8 Settembre 1943, gli avieri di Von Student, liberarono Mussolini dalla sua prigionia sul Gran Sasso, e il Maresciallo Graziani richiamò alle armi tutti i giovani nati tra il 1922 e il 1925, sotto pena di fucilazione loro o dei loro parenti, molti Alpini, come tantissimi giovani, furono a un bivio. Tornare a servire per un Regime che aveva dimostrato tutta la sua protervia e la sua disumanità, oppure rifiutarsi e creare delle bande armate che aiutassero le forze alleate e il Re legittimo di stanza in Sud Italia ? Molti di loro fecero la scelta giusta: non è un caso se le prime bande partigiane anche in Valsassina fossero state guidate da ex Alpini che scelsero ancora una volta la montagna, come il Capitano Mario Cerati a Introbio o il Tenente Battista Todeschini a Premana (fucilato nel 1944).

Erano del resto gli unici che sapessero usare le (poche) armi di cui i Partigiani disponevano: il loro contributo fu indispensabile e decisivo, fino alla conclusione della Guerra, il 25 Aprile 1945.

Ripensando a queste cose, si capisce allora che l'Italia e gli Italiani hanno un grosso debito con gli Alpini: celebriamo sicuramente le battaglie in cui si sono distinti, ma non dimentichiamo anche questi episodi che hanno avuto un'incidenza davvero rilevantissima nella recente storia italiana.

 

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Domenica, 10 Luglio 2022 13:54

GRANDE SFILATA DEGLI ALPINI A PASTURO SABATO 9 GIUGNO

Grande festa sabato pomeriggio a Pasturo per la presenza degli Alpini del 9* Reggimento Alpini 108* Compagnia , che tra Bajedo e Pasturo è stato impegnato in attività celebrative di una nuova Piazza e di omaggi ai monumenti storici ai caduti valsassinesi delle due Guerre Mondiali.
Il pomeriggio è iniziato alle 15,30, con ammassamento degli Alpini nella Piazza Don Gnocchi a Bajedo. In mattinata gli Alpini erano andati al Pian delle Betulle, per un omaggio alla Chiesa del Battaglione Morbegno dove sono conservate le "marmette" in ricordo dlela Campagna di Russia, poi a Casargo dove hanno partecipato alla intitolazione della nuova via dedicata agli "Alpini d'Italia".

Nella piazza Don Gnocchi oltre agli Alpini della 108* è arrivata anche la Fanfara Alpina della Brigata Taurinense, che oltre al Corpo Musicale Bruno Colombo di Pasturo ha scandito le marce di spostamento e suonato musiche della tradizione patriottica italiana.

Sempre a Bajedo presso il Monumento ai Caduti è stato reso omaggio con una corona di fiori ai caduti delle due Guerre, alla presenza di diverse autorità civili: la Presidente della Provincia Alessandra Hofmann, il Presidente della Comunità Montana Canepari, il Sindaco di Pasturo Pierluigi Artana.

Successivamente la marcia è ripresa per recarsi prima davanti al Comune di Pasturo, con un nuovo omaggio al Monumento ai Caduti posto davanti al Palazzo Comunale, poi nella nuova piazza dedicata al Milite Ignoto, un parcheggio vicino alla via principale, con scoprimento della targa comunale e del monumento dedicato al Milite Ignoto.

"Abbiamo partecipato a un progetto di AssoArma - ha ricordato il Sindaco Artana - che insieme all'ANCI vedeva la partecipazione di ben 385 Comuni in tutta Italia.
"Di questi più di 200, tra cui Pasturo, hanno dato la loro disponibilità a dedicare una via o una Piazza al Milite Ignoto". Artana ha quindi ricordato la storia del Milite Ignoto, scelto casualmente per la celebrazione del 4 Novembre 1921 tra tre feretri di soldati italiani caduti nella Grande Guerra del '15-18, e portato a Roma come simbolo di tutti i soldati italiani caduti per la Patria.

"Il sasso che trattiene la targa comemorativa - ha concluso il Sindaco - è arrivato dalla Grigna e simboleggia tutto il nostro territorio"

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