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Valbiandino.net : notizie dalla Valsassina e non solo...

Domenica, 10 Luglio 2022 09:43

PER LO SVILUPPO DI UN TURISMO DI MONTAGNA A LECCO. L'OPINIONE DI FABIO DADATI

Oggi su La Provincia di Lecco cerco di spiegare meglio il mio punto di vista sul turismo, il lago e la montagna a Lecco.
E' importante riprendere il tema montagna e sviluppo del turismo a Lecco e limitrofi in modo più approfondito.
La premessa è che parliamo di Lecco e non di Valsassina, nel secondo caso il quadro cambia completamente.
Il punto fondamentale del ragionamento è che si tratta di turismo, quindi di un’attività economica ben precisa, diverso è il tempo libero e le preferenze dei residenti di cui le amministrazioni locali devono tenere conto per definire le loro strategie: sviluppare il turismo, oppure puntare sull’escursionismo, o anche non considerare nessuno di questi due aspetti, o meglio considerarli entrambi.
Il rapporto dei lecchesi doc con la montagna è molto stretto e possessivo, bisogna rispettarlo e tenerne conto.
Fatta la premessa entro nel merito, negli ultimi dieci anni il turismo si è sviluppato in misura significativa anche nel nostro territorio.
L’offerta di posti letto si è ridotta in termini alberghieri ma è cresciuta in valore assoluto con la nascita di B&B e case vacanza.
La sfida che avevo lanciato quando nel 2009 divenni assessore provinciale al Turismo e coordinatore del Sistema Turistico del lago di Como, di promuovere anche Lecco all’interno dei brand Lago di Como e Milano è risultata vincente, i risultati si sono visti dall’EXPO 2015, e con il contributo dell’indotto del Polo di Lecco del Politecnico di Milano, e negli ultimissimi anni con il riconoscimento di Lecco nella proposta Lake Como da parte di tour operator, agenzie e turisti individuali di carattere internazionale. Prima, gli operatori ed i viaggiatori prendevano in considerazione solo il centro lago ed il bacino comasco.
La differenza si è fatta sentire, nel primo caso in ambito del turismo business, nel secondo nell’area turismo leisure.
L’esperienza mia e dei miei colleghi albergatori mi permette di affermare con certezza che i turisti (chi pernotta almeno una notte) vengono a Lecco per il lago o per lavoro (congressi, convegni, oltre che clienti, fornitori delle aziende del territorio), praticamente nessuno per la montagna (diverso è in Valsassina, ma con numeri inferiori).
Posso anche affermare che il recente riconoscimento internazionale di Lecco nel Lake Como offre ancora spazio di crescita. Per questo il mio parere è che si debba iniziare ad investire in modo serio sul lago in termini di servizi e promozione.
Da segnalare che oggi Lecco e dintorni, come tutto il Lago di Como non ha capienza sufficiente in alta stagione per accogliere nuovi flussi di turisti.
La montagna di Lecco, invece, è vissuta dai lecchesi, dai brianzoli ed in generale da chi viene in giornata per una gita all’aria aperta o per fare sport.
La risposta alla domanda sullo sviluppo turistico della montagna lecchese deve tenere conto di una serie di considerazioni: le sue caratteristiche, in che modo è strutturata la domanda di turismo (ricordo che parliamo di chi dorme sul territorio a pagamento, non da amici), quale è la concorrenza individuando un benchmark.
Se vogliamo sviluppare un turismo proprio della montagna a Lecco dobbiamo confrontarci con località ben diverse, che basano tutta la loro economia su questo settore economico, che hanno dimensioni e morfologia ben diverse e più agevoli, citavo Livigno e il Trentino Alto Adige, ma anche molte aree della Svizzera. Vincere la sfida con loro e rubargli turisti è molto difficile.
Se, invece, parliamo di escursionisti è un fatto che il nostro territorio è preso d’assalto ogni fine settimana.
Questo non significa che sia contrario a lavorare sul turismo in questa direzione, anzi, concordo che l’anima lecchese va trasmessa al turista e l’anima lecchese è montanara non laghéé.
Il turista medio che viene oggi sul nostro territorio non ha particolari esperienze in montagna, non è particolarmente allenato, deve essere guidato e le proposte che gli vengono fatte devono essere compatibili col suo profilo.
In questo ambito va considerata l’opportunità di rendere più fruibili, sicuri e segnalati i sentieri lecchesi, distinguendo da quelli più complicati e pericolosi (non per i lecchesi, ma per chi la montagna non la conosce e rischia di farsi male o la vita anche solo salendo al San Martino) a quelli più semplici e fruibili, creando un anello accessibile sia per chi cammina che per chi va in bici.
In termini economici, bisogna creare un prodotto sicuro, riconoscibile e proponibile, così come si è iniziato a fare col “Sentiero del Viandante” da Lecco a Colico, questo a mio giudizio è un esempio positivo che sarà completato con la passerella ciclo pedonale da Lecco ad Abbadia migliorando in modo significativo il primo tratto, che farà vivere in modo più diretto l’esperienza “lago e montagna”.
Nelle mie semplici escursioni sulle nostre montagne a piedi o in mountain bike (non sono un alpinista, non sono molto allenato), mi sono reso conto che si può fare ancora molto sulle infrastrutture, che non significa ne stravolgere, ne rendere la montagna lecchese un luna park, come, purtroppo, lo è già oggi in alcuni casi. Chi mi conosce sa bene che la mia visione di turismo è la più lontana possibile dal consumo di massa, ma è legata ad una fruizione sostenibile e consapevole basata sulla cultura ed il benessere.
Io partirei da qui, dal prodotto: definizione dei tracciati che consideriamo idonei al turista medio che viene a Lecco, sul Lago di Como, manutenzione per renderli più sicuri ed accessibili, punti di partenza con parcheggi e collegamenti con mezzi pubblici adeguati e segnalati in modo chiaro (se non abbiamo parcheggi tanto vale proporre), chiara e rindondante segnaletica lungo il tracciato (non diamo per scontato che questo profilo di utente della montagna abbia familiarità con GPS, segnaletica base, etc…).
Poi segue il resto: messa in rete del prodotto con agenzie e tour operator, guide e strutture ricettive, promozione, etc..
Non dimentichiamo mai che il turismo deve essere sostenibile per un territorio e le sue genti, deve regalare emozioni ed esperienze a chi arriva e deve far vivere meglio chi in quei luoghi ci vive.
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Sabato, 09 Luglio 2022 16:05

PRESENTATO IL 67° CONVEGNO DI STUDI AMMINISTRATIVI DI VARENNA

Venerdì 8 luglio, nella sala del Consiglio della Provincia di Lecco, si è svolta una conferenza stampa per la presentazione del 67° Convegno di studi amministrativi, in programma dal 22 al 24 settembre a Villa Monastero di Varenna, organizzato dalla Provincia di Lecco e dal Consiglio di Stato sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.

Sono intervenuti la Presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann e il Consigliere della Corte dei conti Amedeo Bianchi, direttore organizzativo del Convegno.

Qui sotto il programma completo. Spicca, ovviamente, la presenza in sede di inaugurazione del Presidente del Consiglio, prof. Mario Draghi.

 

 

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Sabato, 09 Luglio 2022 10:41

PRO RETT RICERCA: RINNOVATO IL DIRETTIVO. MICHELE BARUFFALDI VICE PRESIDENTE

La recente Assemblea dei soci ha riconfermato il Consiglio Direttivo dell'associazione, dando il benvenuto a un nuovo Consigliere: Andrea Bianco (#bergamo). Salvatore Franzé è stato rieletto Presidente, così come Michele Baruffaldi (#lecco) con la carica di Vicepresidente.

Sono stati rieletti anche i Consiglieri Rita Bernardelli (#mantova), Giovanna Lembo (#genova - non presente in foto), Orietta Mariotti (#roma) e Alessandro Sissa (#lodi).

Facciamo loro un grande "in bocca al lupo" con la certezza che sapranno continuare a lavorare con genuinità e determinazione alla ricerca di una cura per la sindrome di #Rett... perchè una cura è possibile e solo attraverso la ricerca scientifica riusciremo a trovarla!

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Sabato, 09 Luglio 2022 08:40

ULTIMI GIORNI PER GLI ALPINI IN VALSASSINA

Spettacolare esibizione Venerdi sera del coro Vous della Valgranda di Ballabio nella sala ing Pensa della Comunità Montana Valsassina e Lario. La sala era gremita dagli Alpini in armi del 108 fucilieri del battaglione l'Aquila che in questi giorni sono accampati presso la sede della comunità. Quindi un folto pubblico ha seguito con molto interesse l'esibizione dei coristi, che per l'occasione hanno sfoderato il miglior repertorio dei canti Alpini.

La folta rappresentanza degli Alpini in armi ha apprezzato molto l'esibizione del Coro: ha preso la parola il colonnello Davide Inglese, ha parlato anche il vicepresidente sezionale dell'ANA lecchese Invernizzi, presente con molte sue delegazioni, ringraziando il coro per la splendida esibizione.

Oggi pomeriggio è prevista l'inaugurazione di un monumento al Milite Ignoto a Bajedo di Pasturo, e stasera Cena Sociale a base di polenta Taragna con gli Alpini di Introbio e Cortenova, a cui seguirà un'altra esibizione del gruppo canoro "I coscritti di Premana".

Domenica mattina ultima cerimonia conclusiva a Barzio, a partire dal parcheggio antistante il PalaBarzio, e alle 12 la Messa domenicale al Campo Base.

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Venerdì, 08 Luglio 2022 19:46

NON SI TROVANO MEDICI. GUARDIA MEDICA CHIUSA A INTROBIO

Il comunicato dell'ATS è laconico e nello stesso tempo molto triste.

Non si trovano medici per coprire i turni della "continuità assistenziale" (la vecchia guardia medica) e così la si chiude domani, sabato, dalle 8.00 alle 20.00 e domenica dalle 14.00 alle 20.00.

Un problema, quello della scarsità di medici, che si sta manifestando in tutta la sua gravità ed il segnale di oggi deve far veramente pensare. 

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Venerdì, 08 Luglio 2022 15:17

INIZIATO IL CORSO DI YOGA A INTROBIO

Sono iniziati nel piazzale antistante Villa Migliavacca di Introbio i Corsi di Yoga denominati "La Valle dello Yoga" a cura di Patrizia Tantardini.
La prima lezione, riguardante tecniche di rilassamento e concentrazione, si è svolta giovedi pomeriggio e ha visto una nutrita partecipazione di una quindicina di donne, a cui la Tantardini è riuscita a trasmettere il suo entusiasmo per questa disciplina di origine orientale.
I prossimi appuntamenti, sempre alle 18,30, sono previsti giovedi 14 luglio, 21 e 28 Luglio, si spera con la stessa nutrita partecipazione (iscrizione gratuita)

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Venerdì, 08 Luglio 2022 06:54

INAUGURATO LECCO FILM FESTIVAL : LE LUCI DELLA CITTA'

in Cultura

L’inaugurazione delle 18 ha aperto ufficialmente il festival con gli interventi dal palco allestito in piazza XX Settembre di fronte a Palazzo delle Paure. Ha introdotto la prima tavola rotonda la giornalista Tiziana Ferrario.

Un evento, il Lecco Film Fest, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Ente dello Spettacolo e Confindustria Lecco Sondrio.

“E’ stata un’idea coraggiosa e anche irresponsabile – ha ricordato mons. Davide Milani, prevosto di Lecco e alla guida della fondazione, nonchè tra i promotori del Nuovo Cinema Aquilone, dove si proietteranno diversi films in questi giorni – perché questo festival è nato nell’anno della pandemia ed è stato uno dei primi festival a realizzarsi quando sono state possibili le riaperture.Il cinema ha la capacità di fare riflettere ma anche di fare comunità”.

Tanti partner che sostengono l’iniziativa e Plinio Agostoni, presidente degli industriali, si è detto orgoglioso che le imprese, con il loro contributo, siano parte viva di questo festival.

“Le luci della città” è lo slogan scelto per questa edizione, un titolo piaciuto anche al sindaco Mauro Gattinoni.

Tra gli intervenuti anche il presidente della Camera di commercio, Marco Galimberti, la presidente di Fondazione Comunitaria del Lecchese, Maria Grazia Nasazzi, per Fondazione Cariplo Carlo Mario Mozzanica.

Nel pomeriggio la proiezione del “Kurdbun – Essere curdo” del regista Fariborz Kamkari presente in sala al Cinema Nuovo Aquilone. Protagonista della prima serata è stata Sabrina Impacciatore, attrice e comica intervistata da Caterina Taricano, critica cinematografica sempre in piazza XX Settembre. In piazza Garibaldi si è svolto poi l’incontro con Giulia Steigerwalt, regista, intervistata da Lorenzo Ciofani, giornalista e critico.

Diversi sono gli appuntamenti che si susseguiranno nelle tre giornate successive, da venerdì a domenica (IN ALLEGATO IL PROGRAMMA COMPLETO). Ricordiamo i più importanti:

Oggi pomeriggio, Venerdì alle 16:30 presso il Cinema Aquilone, l’incontro dal titolo “La cultura come luce per il territorio: la sinergia tra diversi attori nel territorio lecchese” a cui interverranno Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, Francesca Colombo, direttore generale culturale di BAM Milano Fabio Dadati, presidente di Lariofiere, Simona Piazza, vice sindaca e assessora alla cultura del Comune di Lecco, Sara Vitali, segretario associazione ArchiViVitali. Modera Maurizio Crippa, vicedirettore del Foglio

Alle ore 18:15, in Piazza XX Settembre interviene Elena Bonetti, ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia intervistata da Tiziana Ferrario, giornalista e scrittrice.

Sabato doppio appuntamento con Carlo Verdone: l’attore e regista dialogherà con mons. Davide Milani, alle ore 16:30 al Cinema Teatro Nuovo Aquilone, mentre alle 19 in piazza Garibaldi sarà intervistato da Marina Sanna, giornalista e critica cinematografi ca della Rivista del Cinematografo.

Domenica alle 11:30, in piazza XX Settembre ci sarà l’incontro dal titolo “I media e la cultura. Come si evolvono le pagine culturali di giornali e tg?” Intervengono Enrico Mentana, direttore di TG La7 e Open, Agnese Pini, direttore de La Nazione, Il Resto del Carlino, Il Giorno e Quotidiano Nazionale, Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera, Vincenzo Morgante, direttore di TV2000 e Radio InBlu.

Alle 19:00, in Piazza XX settembre l’incontro con Omar Pedrini, cantautore e musicista ex leader dei Timoria, intervistato da Marta Cagnola, giornalista Radio2

(Fotografie a cura di Elena Dell'Oro)

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Giovedì, 07 Luglio 2022 13:53

UN INCONTRO NEL CARCERE DI PESCARENICO

Dopo qualche giorno ripenso a cosa sia stato per me assistere alla proiezione di Ariaferma da dentro il carcere di Lecco insieme alle persone detenute, al garante Lucio Farina, alcuni cittadini e al collega Giovanni Cattaneo.
La prima cosa che colpisce sono le mura spesse e le torrette di controllo ben fissate nel terreno pronte a dissuadere da qualsiasi moto d’istinto.
Per fortuna sorrisi, strette di mano, chiacchiere e voglia di condividere il film ci hanno subito riportato calore umano. Ho respirato una grande richiesta di attenzione e un desiderio di mantenere relazioni con il mondo fuori.
L’esperienza del carcere, in particolare sotto il regime delle normative anti Covid, rischia di impoverire e seminare solitudini. Noi dobbiamo far sì invece che anche il carcere si senta parte della nostra comunità e che il mondo fuori non diventi invivibile per chi esce, anche perché mantenere un dialogo con le persone aiuta il riposizionamento sociale dei detenuti e abbatte il rischio di recidiva.
Penso sia questo il compito e il senso di un’amministrazione pubblica: creare ponti tra la comunità e i soggetti più fragili e vulnerabili, creare ponti tra il dentro e il fuori, a maggior ragione a Lecco che ha la fortuna di avere la casa circondariale al centro della città.

C’è chi vede il carcere come il luogo dove isoliamo le persone che non funzionano, io lo vedo invece come il luogo dove dobbiamo fare i conti con le cose che non funzionano nella nostra società. Più attenzione al carcere significa dunque più attenzione alla società.
Quando il film è terminato e dopo aver ascoltato le riflessioni delle persone più coraggiose che hanno voluto condividere ciò che gli si muoveva dentro, ci siamo salutati con un “arrivederci” che assume mille significati: un po’ un impegno nostro, un po’ una speranza per loro. Nel frattempo il buio è calato e si è mangiato torrette e mura, sembrava quasi che quei pochi metri che separano il dentro dal fuori fossero svaniti.
Grazie al tavolo lecchese per la giustizia riparativa per i suoi dieci anni di impegno, alla direzione della casa circondariale per la disponibilità, alle guardie carcerarie e alla loro umanità, alle persone recluse per la loro accoglienza.

Emanuele Manzoni Assessore al Welfare Comune di Lecco

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Giovedì, 07 Luglio 2022 13:48

LANCIO DEL GATTO A BUGLIANO: UNO SCHERZO SUI SOCIAL

Una tradizione che non esiste, un evento che non esiste in una città che esiste solamente sui social. E il corto-circuito, come già accaduto in passato, è servito. Il Comune di Bugliano, la nota cittadina in provincia di Pisa che in realtà non esiste fisicamente, ha colpito di nuovo. E lo ha fatto pubblicando l’annuncio di un evento (non) in programma il prossimo 30 luglio: il lancio del gatto. E, ovviamente, qualcuno è inciampato in tratto che segna il confine tra la satira paradossale e la realtà.

Lancio del gatto nel Comune di Bugliano: la gente si indigna ma il paese e l’evento sono stati inventati;

l'iniziativa è stata lanciata sui social dalla nota pagina che spesso condivide eventi o iniziative per scherzo.

Lancio del gatto: l’iniziativa è stata lanciata dalla nota pagina di Facebook, conosciuta per organizzare scherzi e prendere in giro le persone sui social. Tuttavia, c’è stata l’indignazione di molte persone tanto che è stato annunciato l’annullamento dell’evento che non si sarebbe mai tenuto in realtà.
In molti hanno scritto indignati al Comune, chiedendo l’intervento delle associazioni animaliste.

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Giovedì, 07 Luglio 2022 13:24

LA GUERRA E LE RAGIONI DEI TERMOMETRI

In questa torrida estate i sofisticati àuguri del tempo-che-farà continuano a sottilizzare fra temperature reali e percepite. Insomma se il termometro dice che fa freddo e tu hai caldo, chi si deve preoccupare? Tu o il termometro? E chi ha oggettivamente ragione? Lo strumento tecnico chiamato termometro o quello psicobiologico chiamato Antonio o Giovanni o Carla? Di solito, comunque, Antonio o Giovanni o Carla percepiscono  più caldo di quello indicato dal  mercurio o dal quarzo liquido grigioverdemente evanescente della stazione meteo da tavolo. Io ce l’ho accanto al televisore. Non esco mai di casa senza aver lanciato un’occhiata al piccolo display dalle avanzatissime caratteristiche tecnologiche (è a colori!). Lo faccio senza pensarci, per abitudine impercepita, per stabilire se ho caldo o freddo. E ricompare così l’indispensabile-inevitabile dilemma introdotto  dal responso tecnologico. Da solo non sono più in grado di decidere se fa caldo o freddo. Il dibattito è apertissimo. Ma, dato che l’argomento di questo testo non è la fisica dell’atmosfera, veniamo a bomba. Proprio così. Non è necessario aver conseguito una laurea in economia per  restare terrorizzati dalle notizie riportate sui quotidiani. Soprattutto da quelle che non riportano. Paradossale, no?

 È interessante notare come nel caso della presente “grande crisi” (siamo sempre immersi in qualche grande crisi) si assista a un insolito capovolgimento delle tradizionali coordinate: il pericolo reale, una volta tanto, sembra molto superiore a quello percepito. Però c’è un elemento di novità (negativa): in questo caso i termometri sono scarsamente o per nulla affidabili. Insomma potrebbero essere stati “taroccati” per alterare i risultati della misura. Da una parte e dall’altra. In questo panorama distopico si segnala il pulpito dal quale Lavrov, onnipresente ministro degli Esteri di Mosca, si dichiara molto coerentemente preoccupato e spezza una spudoratissima lancia per la “tutela del diritto internazionale”. La disinformacia prodotta dal bullo del Cremlino, seduto spesso dietro un chilometrico tavolo (ovale proprio come l’ufficio del presidente degli States), è efficacissima. Ci hanno tolto anche la nostra ingenua, primitiva, istintiva fiducia nell’oggettiva e scientifica imparzialità della "misura tecnica", insieme all’affidabile attendibilità delle “notizie” che rilevano i fatti. Spiegazzando un po’ Pascal potremmo dire che il termometro ha le sue ragioni che la ragione non conosce.

  Ricordate le stratosfericamente negative e disastrose valutazioni prodotte dai “termometri” delle agenzie di rating e da quasi tutti gli osservatori occidentali sui debiti abissali del Cremlino e sull’ormai palese e devastante default tecnico al quale l’egocrate di Mosca sembra del tutto indifferente? I nostri termometri-barometri dicono che sull’economia russa insistono freddo sempre più intenso e tempo molto perturbato. Depressione, insomma, ad appena un passo da un irreversibile rigor mortis. Però nessun cittadino comune lo percepisce davvero (meno che mai in Russia) visto che l’”operazione militare speciale” prosegue senza sosta mentre condomini, ospedali, scuole, università (l’ateneo di Kharkiv è appena stato raso al suolo da un paio di missili) e fabbriche continuano quotidianamente ad essere sminuzzati, insieme al loro contenuto umano, dai missili russi con un altissimo tributo di vittime civili. E la guerra prosegue con la granitica ottusità delle bombe “intelligenti” sganciate dai droni. Una guerra la cui misura non sono più i mesi ma gli anni. Nonostante le reiterate previsioni sulle malattie di Putin, sulle sue difficoltà interne, sulla continua emorragia di oligarchi in fuga da Mosca, sulla sostanziale incapacità professionale dei vertici militari russi. I più ottimisti sostengono che gli effetti delle sanzioni si faranno sentire fra un paio d’anni. Ma mentre si attende l’ormai inevitabile crollo del putinismo che si fa?

Bruxelles tentenna mentre Washington invia a Kyiv più proclami di solidarietà che missili e Biden guarda con sempre maggiore interesse a Pechino; Londra sta per perdere il “governo decisionista” guidato dallo zazzeruto Johnson e la Nato, appesa alle labbra carnose di Orban, traccheggia con inarrestabile ondivaganza. In questo ben supportata dalla diplomazia internazionale ormai dipendente dagli umori del despota di Ankara al quale Draghi, in nome di una realpolitik in fase di avanzata decomposizione, ha stretto la mano un anno dopo averlo definito “dittatore” (reale o percepito?). Intanto noi si sta col fiato sospeso nel timore che Mosca chiuda definitivamente i rubinetti del gas europeo. Forse lo “zarismo” (di cui Putin è il più recente e pericoloso esponente), ha i secoli contati come il capitalismo secondo il compianto Giorgio Ruffolo. Ma, si sa, il tempo è relativo. Dunque percepito. Siamo seduti sulla punta di un iceberg in rapido scioglimento.

E non sappiamo nuotare. Nessuno ormai sa più nuotare senza il supporto di un termometro. Il riscaldamento globale è reale? Forse sono solo percezioni. In realtà la temperatura del mondo sta salendo vertiginosamente non solo in termini metaforici. Dalla finestra vedo nuvole sfilacciate rincorrersi sopra la piccola macchia rossa della chiesetta di san Calimero. Il termometro – barometro – orologio - calendario dotato di display policromo riferisce di una temperatura esterna prossima ai 26 gradi (sono le 11.30). Ma anche il caldo e il freddo, proprio come il tempo e lo spazio, sono relativi. Dunque percepiti. Proprio come la politica, massime quella internazionale. Nessuno conosce le ragioni dei termometri. Però tutti li usano. Quando ci penso mi vengono i brividi.

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