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Lunedì, 23 Maggio 2022 07:01

L'Esercito Russo negli ultimi due secoli

Quello che vediamo in queste settimane in Ucraina, e cioè un esercito russo evidentemente poco organizzato e poco motivato ( ad esempio soldati russi che scappano e abbadonano i carri armati, considerati una trappola mortale per i Javelin lanciati dagli Ucraini che li fanno esplodere all'improvviso) non è in realtà una novità, ma una caratteristica di un esercito che nella storia degli ultimi due secoli non si è mai distinto in modo particolare dal punto di vista militare per le sue capacità belliche.

Partiamo da lontano, dagli inizi dell'Ottocento, cioè dalle Guerre napoleoniche. Dopo la terribile batosta subita ad Austerlitz nel 1805, quando l'Imperatore Francese fu persino troppo crudele con i poveri soldati russi che si erano praticamente arresi (li fece bombardare dai cannoni francesi quando si erano raccolti su un lago ghiacciato, e molti di loro caddero nelle buche provocate e morirono annegati) lo stesso Maresciallo Kutuzov, quando Napoleone traversò la Vistola nel 1812, non ebbe un'idea migliore che quella di arretrare. La sua tattica fu sostanzialmente una grande fuga al'indietro, probabilmente non premeditata, che portò Napoleone ad occupare Mosca (dopo aver sconfitto i Russi a Borodino) finendo però poi per trovarsi in pieno territorio russo senza rifornimenti, senza abbigliamento e strutture adatte, con la sua Armata distrutta dal "Generale Inverno". Un colpo di fortuna per Kutuzov, ma soprattutto una grave disattenzione del Generale Corso.

Passiamo al 1856, la conclusione della Guerra di Crimea, a cui parteciparono anche i Piemontesi di Cavour (per allearsi ai Francesi) che vide la Russia sconfitta dall'alleanza tra Turchi, Inglesi, Francesi e Savoiardi , e che sancì l'autonomia della Moldavia.

Una sconfitta ancora più disastrosa fu però quella di Tsushima, nel 1905, che vide l'ascesa della potenza giapponese, che inflisse alla flotta russa una amarissima disfatta (cosa che provocò la prima Rivoluzione Russa del 1905).

Ma veniamo alla Prima Guerra Mondiale: anche qui il Fronte orientale resse per appena due anni. Alla fine del 1917 i soldati russi cominciavano ad ammutinarsi, e Lenin ne approfittò per promettere la fine della guerra ad ogni costo.

Un tentativo di ripresa bellica da parte del Governo Kerenskj, dopo la Rivoluzione di febbraio del 1917, venne immediatamente respinto dai Tedeschi, che nella controffensiva arrivarono quasi alle porte di Mosca.

Per soddisfarli il nuovo Governo Bolscevico, con il Trattato di Brest Litovsk del marzo 1918, dovette cedere ampi territori alla Germania, ancora per poco sotto l'Imperatore Guglielmo. In più le tre Repubbliche Baltiche (Lituania Lettonia Estonia) ed anche la Ucraina, vennero proclamate repubbliche indipendenti da Mosca. Con la sconfitta definitiva degli Imperi centrali, e il Trattato di Versailles del 1919, la Russia si riprese fortunosamente quasi tutto : rinacque però la Polonia (scomparsa alla fine del Settecento).

Anche la Seconda Guerra Mondiale fu sostanzialmente un disastro, soprattutto all'inizio. Stalin aveva avuto pochi anni prima (1936,con le cosiddette "Grandi Purghe") la pessima idea di fucilare, o di mandare nei Gulag in Siberia, quasi tutto lo Stato Maggiore dell'Armata Rossa, cioè quei Generali, Colonnelli, ufficiali, che si erano distinti nella guerra civile (1919-1921) tra l'Armata Rossa guidata da Trotzkyj e l'Armata Bianca dei nostalgici zaristi che aveva sede proprio in Ucraina e nelle steppe Siberiane.

Allontanati perchè potevano fare ombra a un dittatore che nei "Dieci giorni che sconvolsero il mondo" non aveva fatto quasi nulla o comunque aveva avuto incarichi molto secondari, l'Esercito sovietico quando Hitler decise di lanciare la sua "Operazione Barbarossa" era perlopiù guidato da giovani inesperti cresciuti però nel culto di Stalin. I risultati furono disastrosi: Le 146 Divisioni inviate dal Terzo Reich (circa 3 milioni e mezzo di uomini) penetrarono in Ucraina e Russia come nel burro arrivando in pochissimo tempo a Kiev e sul Mar Nero, nella più totale sorpresa e inettitudine dell'esercito sovietico, e facendo con le "manovre a tenaglia" ("Blitz Krieg") già sperimentate con successo in Francia, quasi cinque milioni di prigionieri (pochissimi di loro torneranno a casa alla fine della guerra).

Per fortuna anche qui il "Generale Inverno" venne in aiuto delle truppe sovietiche: Hitler non riuscì a conquistare Mosca entro la fine del 1941 come aveva previsto (soprattutto per colpa di Mussolini !) .

Negli anni successivi per fortuna i Russi riuscirono a riprendersi e soprattutto dopo la battaglia di Stalingrado, a iniziare una lenta controffensiva che due anni e mezzo dopo Stalingrado li avrebbe portati a Berlino.

Un accenno finale anche alla disastrosa Guerra in Afghanistan: dopo la conquista militare di Kabul, i Russi non entrarono in sintonia con la popolazione locale, anche se potevano lamentarsi (all'epoca come oggi) che i Mujaiddin fossero armati e sostenuti dagli Americani (tra cui un certo Bin Laden !).

Il resto è storia recente: "debole coi forti" , come diceva il nostro più illustre concittadino, "ma forte con i deboli" (Cecenia, Grozny, Armenia).

Non meraviglia dunque il comportamento ondivago dell'esercito russo in Ucraina. Putin, che anche in questo dimostra di essere rimasto un uomo fermatosi agli Anni Cinquanta e alla mentalità della "Guerra Fredda", ha evidentemente puntato più sulla minaccia delle armi nucleari, che però in sostanza sono praticamente impossibili da utilizzare, a meno che non ci si prenda la responsabilità della "distruzione dell'Umanità", più che sulla riorganizzazione dell'esercito e dei cosiddetti "armamenti convenzionali".

Anche in questo , a mio parere, dimostra di essere un uomo del passato, e soprattutto molto stupido : sostanzialmente un mediocre Kim Jong-Un , il dittatore della Corea del Nord, che ancora crede che la potenza e la rispettabilità di un paese sia legato alle armi nucleari invece che all'espansione della Economia e dello sviluppo della Società.

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Lunedì, 23 Maggio 2022 06:44

Ballabio in cima nel Campionato regionale di Danza

in Sport

Oggi i successi di cui parlare sono tanti! E Siamo felici di condividere con voi la nostra gioia al CAMPIONATO REGIONALE di DANZA del CSI a Sirmione.

Il gruppo livello intermedio di danza classica e moderna dell’asc di Ballabio Asc, curato da Barbara Fomasi si è esibito in più coreografie ed ecco la classifica:

🥉TERZE CLASSIFICATE Categoria Junior con coreografia infinity

🥈 SECONDE CLASSIFICATE con coreografia Universi Paralleli

🥈 classificata categoria Modern Sofia Invernizzi

🥇classificata categoria classico Gaia Petra Amanti

🥉classificate coreografia strike up the band cat. Classico Junior

🥇🏆classificate con coreografia SPRING cat. Classico Junior

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Abbiamo atteso tanto, ed oggi abbiamo vinto tutto 💖💐 GRAZIE RAGAZZE 💖💫

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Lunedì, 23 Maggio 2022 06:37

LABORATORIO TEATRALE OGNI LUNEDI A BARZIO

in Cultura

Ringrazio il Comune di Barzio, in modo particolare il Sindaco Giovanni Arrigoni Battaia , il vicesindaco Paolo Bianchi, Simone Pozzoni per aver ideato il progetto e tutti i miei allievi per questa attività che va avanti senza sosta e con l'arrivo di nuovi elementi ogni lunedì. E' un laboratorio, quindi l'incontro tra la dimensione storico-culturale del teatro e l'operatività. Partiamo dal presupposto che chiunque è il benvenuto! Per informazioni scrivere alla nostra preziosissima segretaria Sara Bertoldo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

(Michele Casadio)

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Lunedì, 23 Maggio 2022 06:22

A BELLANO UN CORSO SUL DOCUMENTARIO RURALE

in Cultura

Al via la Rural Academy sul Lago di Como dal 14 al 17 luglio, il corso estivo dedicato al documentario rurale.

Il progetto è promosso dal Comune di Bellano e da ArchiViVitali in collaborazione con Asilo Bianco / Corto e Fieno.

Il corso punta a fornire ad appassionati che si avvicinano all’arte cinematografica, ma anche a studenti e film maker, un’esperienza sul campo sotto la guida di registi, sceneggiatori, esperti delle tecniche e dei linguaggi cinematografici. I docenti di questa prima edizione sono Francesco Clerici, regista documentarista e professore di Teorie e pratiche del documentario d’arte, Thomas Horat, regista, ingegnere del suono e produttore cinematografico, Riccardo Palladino, film maker, saggista e insegnante di Linguaggio cinematografico.

I partecipanti saranno impegnati in esplorazioni sul territorio alla ricerca di storie e di luoghi rurali, per poi lavorare alla stesura di un soggetto e di una sceneggiatura per un cortometraggio documentario incentrato sulla vita d’alpeggio, tema di questa prima edizione.

I tre migliori lavori otterranno una borsa di residenza all’interno del Comune di Bellano per la realizzazione dei corti. Una giuria di esperti e di rappresentanti istituzionali del territorio premierà i registi durante la proiezione ufficiale al Cinema Italia di Bellano nell’estate 2023 (1° classificato € 1.000, 2° classificato € 600, 3° classificato € 400).

 La quota d’iscrizione al corso è di 150 Euro. Per i corsisti sarà possibile pernottare in loco nella Casa Vacanze di Vendrogno, sede del workshop. Il costo complessivo di vitto e alloggio per i tre giorni è di 100 Euro.

Per tutte le informazioni, il programma completo e il bando di concorso: https://bit.ly/RuralAcademy22

Per iscrizioni e domande: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La Rural Academy a Bellano (LC) è un percorso pluriennale che ha come scopo quello di sviluppare una scuola di alta formazione in ambito cinematografico sul documentario rurale. Si concentrerà per ogni anno di programmazione su un tema diverso: gli allevamenti estivi in alpeggio, i diversi metodi di pesca con un focus dedicato all’agone, la produzione di olio e il frantoio più settentrionale d’Italia, la cura e il taglio dei boschi. Attraverso il cinema si andranno a valorizzare le comunità rurali e le identità montane.

 

I docenti

Francesco Clerici, regista documentarista, insegna Teorie e Pratiche del Documentario d’Arte presso l’Università degli Studi di Milano. Il gesto delle mani, il suo primo documentario lungometraggio, è stato presentato alla Berlinale 2015 nella sezione Forum, ottenendo il Premio della Critica Internazionale FIPRESCI. I suoi documentari sono stati presentati in festival e spazi di ricerca cinematografica di tutto il mondo. Nel 2018 la Cineteca di Grenoble ha dedicato una retrospettiva al suo lavoro.

Thomas Horat, regista svizzero autodidatta, nel 2003 ha realizzato il suo primo documentario Wätterschmöcker, proiettato con successo nei cinema della Svizzera e dell’Austria, così come nei principali festival austriaci e statunitensi. Anche il suo secondo film Alpsummer ha ricevuto numerosi riconoscimenti negli USA e in Svizzera. Il suo cortometraggio Ins Holz, girato insieme a Corina Schwingruber Ilić, è stato premiato in importanti festival internazionali. Il suo ultimo lungometraggio è Die Rückkehr der Wölfe, 2020. Unisce alla regia l’attività di produttore cinematografico.

Riccardo Palladino, filmmaker, saggista e docente di linguaggio cinematografico, nel 2014 ha realizzato il suo primo mediometraggio documentario, Brasimone, inserito tra i migliori film d’esordio, per la sezione del cinema del reale, nel libro “Esordi Italiani. Gli anni Dieci del cinema” (Marsilio, 2015). Nel 2017 realizza Il Monte delle Formiche, documentario prodotto da Cameramano, Minollo Film con RAI cinema, che ha avuto l’anteprima mondiale al Locarno Film Festival nel concorso Cineasti del Presente. Nel luglio 2020 il film è stato trasmesso su RAI3 all’interno di Fuori Orario. Nel 2020 ha ultimato il cortometraggio Il silenzio del mondo, proiettato in anteprima mondiale al Filmmaker Festival di Milano.

 

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Domenica, 22 Maggio 2022 18:12

IL CARTELLONE DEI LAVORI DEL MISTERO

Sono ormai anni che il cartellone di cui riportiamo la foto qui sotto fa bella mostra di sè a Cortenova. Molti anni, qualcuno dice troppi.

Così, tanto per memoria, siamo andati a curiosare nel PGT del comune di centro valle (approvato il 17 dicembre del 2014) e vedere cosa detta l'articolo 93 che si riferisce ai lavori illustrati sul cartello di cui sopra.

Come vedrete gli impegni sono molteplici. Ad oggi, per quanto è lecito capire, però, il disegno resta un disegno e la realtà tutt'altra cosa. 

Limitatamente all’ambito oggetto della Segnalazione n° 1.a, in subordine a convenzione o ad atto unilaterale d’obbligo, è ammessa la realizzazione del nuovo tracciato stradale in simbiosi con una pista ciclabile, una fascia di verde di mitigazione e in subordine alla preventiva sistemazione idraulica della sponda del Fiume Pioverna, in applicazione dei disposti della Delibera di Giunta comunale n°45 del 04.06.2009.

La Convenzione o l’Atto unilaterale d’obbligo conterrà gli impegni a: - realizzare a cura spesa del Proprietario il nuovo tracciato stradale sostitutivo dell’attuale, previa approvazione da parte del Settore viabilità della Provincia; - cedere bonariamente al Comune ed ad AIPO, senza alcun corrispettivo, la proprietà delle porzioni di mappali interessati dalla realizzazione del nuovo tracciato stradale, dalle opere di difesa spondale del Pioverna, dalla pista ciclopedonale e dalla fascia di verde di mitigazione; - contribuire alla realizzazione da parte della Comunità montana della pista ciclopedonale; - contribuire alla realizzazione della fascia di verde di mitigazione in coerenza con la programmazione di tali interventi coordinata dal Piano dei Servizi, in misura proporzionale all’intervento edilizio richiesto. Le aree perimetrate dal presente Vincolo specifico, a far tempo dall’avvenuto collaudo positivo delle opere sopra elencate, cesseranno di pare parte della Zona D3 e, contestualmente, acquisiranno la qualifica di Zona D2 con la limitazione dell’altezza a metri 10,00 riferiti all’estradosso più elevato delle coperture; per tali aree si applicheranno i disposti del Vincolo specifico NVS – Art. 92 § 9.e a cui si rinvia. 

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Domenica, 22 Maggio 2022 18:02

BINDO BEACH, ADDIO?

Dovremo dire addio ad una delle "spiagge" più frequentate della Valsassina?

La situazione attuale lascia poco spazio all'immaginazione: già una buona parte è sparita ed al suo posto si intuisce facilmente che verrà costruita una scogliera.

Ma la ruspa ora è sul piccolo promontorio verde che oggi era ancora frequentato da turisti in cerca di frescura sulle rive della Pioverna in un tratto dove l'acqua scorre, e non ci vuole molto a capire che la scogliera proseguirà oltre.

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Domenica, 22 Maggio 2022 06:16

L'ASSOCIAZIONE CASTELLI CHIEDE CHIARIMENTI SU LIERNA

L'Istituto Italiano dei Castelli torna a chiedere alla Sovrintendenza e alla Provincia di Lecco chiarimenti sul progetto di costruzione di una ciclopedonale intorno al "Castello di Lierna". Questo il testo della missiva inviata.

" Castello Lierna-costruzione ciclopedonale

Spett. Sovrintendenza, Autorità di Bacino per occupazione area demaniale a lago e Provincia di Lecco assessorato al Territorio.

Dopo la delibera del Consiglio Comunale di Lierna del 28 u.s. per completamento pista ciclopedonale a lago in località Castello non sappiamo dove la pratica si trovi per cui come Istituto Italiano dei Castelli ci sembra doveroso segnalare alcune norme relative al PTCP della Provincia di Lecco che dal testo della citata delibera non sembrano richiamate.

Ad integrazione del nostro comunicato stampa del 30 u.s. precisiamo che oltre al Vincolo Monumentale del 1912 ai sensi dell'art. 5 della legge 20 Giugno 1909 n. 364) nel PTCP della Provincia di Lecco, vedi allegato Quadro di Riferimento paesaggistico provinciale-indirizzi di tutela-Consiglio Provinciale LC del 2013/2014 fra i Beni storico culturali da  salvaguardare è compreso a Lierna con codice 97043002 il Castello medievale-Castello, ancora richiamato nel Repertorio  “Centri e nuclei storici” il Castello.

Passate e presenti norme richiamano alla massima tutela di questo Castello, unico del genere sul Lario.

Ringraziando per l’attenzione, invitiamo gli Enti delegati alle autorizzazioni ad applicare rigorosamente le norme per la salvaguardia paesaggistica e ambientale di questo meraviglioso angolo lariano. In attesa cordialmente salutiamo.

Per Istituto Italiano dei Castelli- Delegazione Provincia di Lecco Pierfranco Mastalli

Lecco 19 maggio 2022 "

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Sabato, 21 Maggio 2022 14:01

DAL 2 GIUGNO AD ANNONE IN SCENA IL NAMELESS, EX ORGOGLIO DELLA VALSASSINA

Dal 2 al 5 giugno prossimi torna, dopo 3 anni di assenza causa pandemia, il Nameless Music Festival, organizzato nella nuova sede di Annone.

Sono però ancora ben vivi i ricordi delle cinque edizioni svoltesi in Valsassina che portarono con loro qualche polemica ma, soprattutto, un gran giro d'affari per alberghi, bed&breakfast e affittacamere, bar e supermercati.

Il Nameless in cinque anni (più i due iniziali allestiti al Bione) era cresciuto esponenzialmente attirando giovani da tutto il mondo grazie ad un cast sempre stellare ed un'organizzazione via via affinatasi e che aveva raggiunto livelli altissimi nell'ultima edizione "costruita" alla Fornace, quella del 2019 (cui si riferisce la foto sotto).

Il motivo ufficiale per cui il Nameless ha dovuto cercare un'altra sede è stato ricondotto alla necessità di trovare maggiori spazi vista l'aumentata affluenza di pubblico.

In realtà gli organizzatori sarebbero rimasti volentieri a Barzio ancora per qualche edizione, ma una serie di incompresioni con le istituzioni locali hanno costretto il management a decidere di cambiare aria sin dall'edizione successiva che doveva essere quella del 2020, annullata per Covid, così come stessa sorte ebbe quella del 2021.

Ma ora è giunto il grande momento e, come detto, dal 2 al 5 giugno c'è da scommettere che ad Annone confluiranno migliaia e migliaia di giovani per ripetere (o vivere per la prima volta) un'esperienza unica in Italia e dorse anche in Europa.

Un'occasione persa dalla Valle? Noi pensiamo di sì.

Se volete approfondire. www.namelessmusicfestival.com

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