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Valbiandino.net : notizie dalla Valsassina e non solo...

Martedì, 25 Maggio 2021 08:45

Materie prime alle stelle, ma stalle rischiano il collasso

“L’emergenza Covid ha innescato un cortocircuito sul fronte delle materie prime con rincari insostenibili per l’alimentazione degli animali nelle stalle dove vengono riconosciuti compensi per il latte più bassi degli scorsi anni. E anche nelle due province lariane, dove il comparto lattiero caseario è un elemento di traino per l’economia rurale, siamo preoccupati”. E’ l’allarme lanciato dal presidente dei Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi: “Si tratta di un problema ben più articolato che interessa l’intera penisola e per il quale Coldiretti, attraverso il nostro presidente nazionale Ettore Prandini, giustamente ha chiesto una immediata convocazione al Ministero delle Politiche Agricole del tavolo sul latte. Va affrontata un’emergenza diventata insostenibile”.

 

Le quotazioni dei principali elementi della dieta degli animali hanno infatti raggiunto i massimi storici con il mais che registra il maggior incremento del decennio mentre la soia ha raggiunto il picco da quasi sette anni secondo l’analisi della Coldiretti per i contratti future nei listini del Chicago Bord of Trade (CBOT), il punto di riferimento internazionale per il mercato future i delle materie prime agricole. Una situazione insostenibile con il rischio di non riuscire a garantire razioni adeguate agli animali soprattutto di fronte ad alcune proposte di riduzione dei prezzi riconosciuti alla stalla per il latte che mettono in pericolo la sopravvivenza della cosiddetta Fattoria Italia.

 

“In gioco c’è il futuro dell’allevamento italiano in una situazione in cui con la pandemia da Covid – continua Trezzi – si è aperto uno scenario di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti, speculazioni e incertezza che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali per conquistare l’autosufficienza produttiva nei settori strategici per garantire l’alimentazione delle popolazione. Nell’immediato bisogna garantire la sostenibilità finanziaria delle stalle con la responsabilità dell’intera filiera per non perdere capacità produttiva in un Paese come l’Italia che è fortemente deficitaria per i prodotti zootecnici ma c’è anche bisogno di un piano di potenziamento o e di stoccaggio per le principali commodities, dalla soia al mais fino all’atteso piano proteine nazionale per l’alimentazione degli animali in allevamento per recuperare competitività al Paese rispetto ai concorrenti stranieri”.

 

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Martedì, 25 Maggio 2021 08:41

PATRIMONIO MINERARIO DISMESSO: DALLA REGIONE QUASI 2 MILIONI PER VALORIZZARLO

in Cultura

Patrimonio minerario dismesso, ma visitabile, in Regione Lombardia. La Giunta su proposta dell’assessore all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo, ha approvato una delibera sul tema. Di concerto con l’assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda, Lara Magoni. L’obiettivo è aggiornare il piano attività di Explora spa e il relativo raccordo 2021-2023 per la promozione e valorizzazione.

Explora affiancherà la Dg Ambiente e Clima, in collaborazione con Fondazione Lombardia per l’ambiente (Fla), facendo da supporto operativo creativo e promozionale.

La dotazione finanziaria

La dotazione finanziaria messa a disposizione è di 1.860.000 euro, di cui 149.640 euro a valere sull’esercizio 2021. La quota rimanente sarà suddivisa tra il 2022 e il 2023. L’incarico avrà una durata sino al 31 dicembre 2021.

Riutilizzare i siti minerari, conservandoli e tutelandoli

Il ‘Programma di Regione Lombardia per il recupero e la valorizzazione del patrimonio minerario dismesso’ – spiega Raffaele Cattaneo – è stato approvato di recente. Si propone di riutilizzare i siti minerari dismessi, nel rispetto della necessità di conservarli e tutelarli. L’obiettivo finale infatti è poter valorizzare e sviluppare pienamente i comprensori minerari più significativi. Con lo scopo di ricerca scientifica, turismo, cultura e sociale”.

Interventi strategici, ‘musei a cielo aperto’

“Il turismo – dice Lara Magoni – è fondamentale per valorizzare luoghi che hanno le potenzialità di diventare centri di attrazione primaria. Regione Lombardia da tempo è impegnata su questo fronte con interventi strategici. Il nostro obiettivo inoltre è arginare i problemi che ormai accomunano l’ambiente montano. Come lo spopolamento e l’abbandono di questa particolare parte del territorio. Il sostegno delle istituzioni su questo fronte è totale. Perché mira a valorizzare le peculiarità virtuose di realtà che possono diventare dei veri e propri ‘Musei a cielo aperto'”.

Unire stimolo e sensibilizzazione ambientale

“Explora – aggiunge l’assessore all’Ambiente – metterà a disposizione expertise, strumenti e canali per dare supporto alla dg Ambiente e Clima nella promozione turistica e alla sensibilizzazione dei visitatori sui temi dell’ambiente. Ma anche per la promozione di attività culturali, scolastiche, di svago e scientifiche”.

Aspetto della promozione turistica lombarda

La valorizzazione del nostro patrimonio minerario – precisa l’assessore al Turismo – giunge al termine di un percorso legislativo importante. Sin dai primi anni 2000 vede coinvolti infatti diversi siti minerari dismessi. Per esempio in Val di Scalve nella Bergamasca, Val Trompia nella Bresciano, Valmalenco nel Sondriese e Piani dei Resinelli nel Lecchese”.

“Si tratta – conclude Lara Magoni – di una misura importante che salvaguarda le memorie di un’antica tradizione della nostra regione. Un turismo culturale che si coniuga con l’armonia naturalistica delle vallate. Affinché i nostri concittadini riscoprano la dimensione attiva e all’aria aperta. E vivere così esperienze uniche, in libertà e totale sicurezza”.

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Martedì, 25 Maggio 2021 08:40

LA PATATA BIANCA DI ESINO PREMIATA AL PROGETTO BIODIVERSITA`

PROGETTO “SEMI AMBASCIATORI DI BIODIVERSITA’”: VINCONO GLI ALUNNI DELLA SCUOLA SECONDARIA DI 1^ GRADO DEL PLESSO DI LIERNA (LC)

La commissione del 14^ Concorso di Sistema Parchi, attivato da Regione Lombardia e il sistema dei parchi regionali nell’ambito del progetto “Semi Ambasciatori di Biodiversità”, ha assegnato il primo premio per la sezione Teenager all'elaborato dal titolo “Alla scoperta di un'antica coltura: la patata bianca di Esino nell'agricoltura di montagna” presentato dagli alunni della classe 3^, sezione unica, dell'Istituto Comprensivo “Mons. Luigi Vitali” – di Bellano - Scuola Secondaria di 1^ Grado - plesso di Lierna (LC).

La classe è stata premiata durante la cerimonia tenutasi da remoto lunedì 17 maggio u.s. alla presenza dell’Assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi, Fabio Rolfi e delle altre autorità partner del progetto.

Il progetto prevedeva una serie di incontri di presentazione delle varietà vegetali coltivate nel Parco Regionale della Grigna Settentrionale. In seguito, con la collaborazione dell’Associazione del Consorzio della Patata Bianca, del Centro di Formazione Professionale Alberghiero di Casargo e della Locanda Montefiori di Esino Lario sono stati portati a scuola i tuberi di patata bianca che, dopo attenta analisi, sono stati trasformati dagli alunni in gnocchi. Nella primavera poi il progetto si sarebbe dovuto concentrare sulla coltivazione dei tuberi presso la struttura scolastica, ma è arrivato il COVID-19... e la classe ha potuto adottare un campo a tuberi appositamente approntato nell’area antistante il Museo “La Fornace”: una webcam fissa sugli 11 campi ha consentito ai ragazzi di seguire in diretta sul proprio pc/tablet/smartphone le tecniche agronomiche necessarie per la coltivazione dei tuberi, come dimostrato dal personale incaricato dall’Ente.

La Comunità Montana ringrazia Regione Lombardia e Area Parchi per aver creduto e cofinanziato il progetto proposto.

Un plauso all’associazione Consorzio della Patata Bianca di Esino, al Centro di Formazione Professionale Alberghiero di Casargo e alla Locanda Montefiori di Esino Lario per l’attenzione posta nei confronti del progetto.

Un grazie va anche ai docenti e agli alunni della classe III del plesso di Lierna dell’istituto comprensivo “Mons. Luigi Vitali” di Bellano, per la serietà e per l’entusiasmo con i quali hanno portato avanti tutte le fasi del progetto, per l’impegno mantenuto anche durante la coltivazione dei tuberi a distanza, resa necessaria dall’esplosione della pandemia.

“Spero in nuove collaborazioni per progetti futuri – dichiara il Presidente della Comunità Montana Valsassina Valvarrone Val d’Esino e Riviera - e mi auguro che queste sinergie tra enti e scuole continuino per una rinnovata valorizzazione del territorio in tutti i suoi aspetti. Buona conclusione di anno scolastico”.

 

Il Presidente

Fabio Canepari

 

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Martedì, 25 Maggio 2021 08:35

“Lo stage non è un lavoro”

Noi, come gruppo consiliare del Partito Democratico di Lecco, siamo convinti che l’ingresso nel mondo del lavoro non debba essere sinonimo di precarietà e zero tutele. Per questo motivo, attraverso i nostri consiglieri comunali più giovani, abbiamo depositato una mozione a sostegno della campagna “Lo stage non è lavoro” promossa congiuntamente dal gruppo “Lo stagista frust(r)ato” e dai Giovani Democratici di Milano.

In questa fase di crisi economica e di grandi difficoltà dal punto di vista del mondo scolastico e della formazione questa mozione risulta ancor più urgente. In Italia, oggi, un giovane su 3 rimane senza occupazione e siamo il paese europeo con il più elevato numero di “Neet”, ovvero più di 2 milioni di ragazzi e ragazze senza un lavoro, un percorso di studio o di formazione. Sono inoltre preoccupanti i dati che ci arrivano dal centro provinciale per l’impiego con un calo drastico del 34%, rispetto all’ultimo trimestre del 2020, riguardante i contratti di avviamento al lavoro dedicati ai giovani tra i 15 e 24 anni.

Oggi più che mai, riteniamo necessario accendere i riflettori sull’utilizzo spesso scorretto e sub ottimale del tirocinio extra-curriculare favorendo laddove è possibile, e necessario, l’entrata dei giovani nel mercato del lavoro con un contratto di apprendistato in grado di coniugare l’aspetto formativo con maggiori tutele durante l’occupazione.

Con l’approvazione di questa mozione da parte del Consiglio comunale – spiegano i proponenti della mozione Pietro Regazzoni e Nicolò Paindelli– abbiamo chiesto al Comune di Lecco di dare l’esempio su questo tema così importante per le fe fasce d’età più giovani. In particolare, impegniamo l’Amministrazione di Lecco su 4 fronti, a partire dal sostenere in ogni sede politica e amministrativa questa iniziativa al verificare la possibilità di riconoscere un’indennità per i tirocini di durata superiore ad un mese. Proponiamo un cambio di passo concreto per recepire e integrare queste proposte all’interno dell’attività della macchina amministrativa, favorendo l’utilizzo del contratto di apprendistato agli studenti che abbiano concluso lo stesso da non più di sei mesi e allargando questo strumento anche alle società partecipate.

Pietro Regazzoni
Nicolò Paindelli

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Martedì, 25 Maggio 2021 08:18

"L'ANTICO" TORNERA' L'ANNO PROSSIMO

 Niente "Premana rivive l'antico": gli organizzatori tramite un comunicato apparso sul profilo Facebook della manifestazione lo hanno comunicato nei giorni scorsi.
 
"Di questi tempi avremmo dovuto presentarvi il manifesto di questa edizione ma, vista la situazione, abbiamo ritenuto più corretto rimandare Premana rivive l'antico all'anno prossimo in attesa della normalità.
Preparatevi per un 2022 con il botto! Stay tuned e continuate a seguirci sui social, torneremo più antichi di prima!", scrivono, e non si può che prenderne atto.
 
Nonostante il percorso di ripresa disegnato dal Governo (che prevede, ad esempio, dal 15 giugno la possibilità di apertura per fiere e sagre) quindi niente "Antico".
 
Ovviamente questa manifestazione è paragonabile solo a poche nel resto d'Italia, avendo peculiarità tali per cui il rispetto di eventuali regole (che speriamo ad ottobre possano essere superate) poteva essere molto difficoltoso. 
Tutte le edizioni hanno conosciuto afflussi elevatissimi e complicati da gestire in tempi "normali"; inoltre, come facilmente comprensibile, per organizzare un evento simile è indispensabile partire oggi (e forse sarebbe già tardi) ed oggi, nonostante, appunto, l'orizzonte sia più chiaro rispetto al 2020, di certezze assolute ancora non ve ne sono.
 
Per chi ama Premana e la sua gente non mancheranno sicuramente le occasioni di incontro e si attendono anche le decisioni sui vari "Past" che tradizionalmente caratterizzano l'estate in Alta Val Varrone.
 
Insomma, come ha scritto la pro Loco, "Stay tuned" e non rimarrete delusi!
 
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Martedì, 25 Maggio 2021 07:10

CARLETTO, TRENORD E JOHN WAYNE

Lissone. Anno domini 2013. Nevica. È lunedì.
Lascio la mia Skoda Octavia turbodiesel nel box e decido di utilizzare le mitologiche ferrovie Trenord. Mi incammino verso la stazione, mentre fischia il vento e infuria la bufera. Non appena intravedo i binari l’altoparlante stonato e stridulo annuncia l’arrivo del mio treno.
Ho freddo, fame, guanti cinesi in cotone da 2 euri, cappellino cinese da 3, ombrello cinese da 4, mi scappa la pipì e non ho i biglietti. In Cina non li fanno ancora.

Con agile corsetta, mi fiondo dal tabaccaio della stazione e quasi mi si svitano gli acetaboli scivolando. Per guadagnare tempo, inizio a togliermi i guanti, ma in mano ho anche il mio coso (l’ombrello). L’ho prudentemente chiuso. Ma inopinatamente esso si riapre e gli si rompe una stanghetta. Mi casca un guanto. Poi anche l’altro. Si macchiano non di neve ma di altre materie organiche. Ad occhio e croce, pare non trattarsi di pupù di yak ma più probabilmente di feci autoctone umane.
Alle mie spalle il treno in lontananza sbuffa e mi spernacchia. Mentre fischiano sia il vento che il treno e infuria la bufera.
Con virile spallata tento di aprire la porta del bar tabacchi. Non si apre. Dove sbaglio? Mi sfugge qualcosa. Nuova spallata. Un dolore triste di ossa schiacciate mi immalinconisce un po’ ed estrapola alcune parolacce dalla mia epiglottide. Leggo sul vetro un irridente TIRARE. E infatti, tirando la porta, questa si apre come per magia. Una faccia da pirla (con i baffi) vede la scena e sorride. Se ne avessi il tempo e non fossi il gentiluomo che sono, lo bastonerei ripetutamente con l’ombrello, anche aperto.

Trafelato mi dirigo al bancone per acquistare i biglietti. Il giovine barista, leggermente effeminato (ma solo un po’), mi chiede se io non abbia 80 centesimi spicci per facilitarlo nell’operazione del resto. Gli dico di no. Se li avessi te li avrebbi diggià dati, pirla!
Me lo richiede con voce languida. Ribadisco il mio no. Non cambio idea facilmente, io! E, intanto, il treno sbuffa e si appresta ad approdare. Mentre fuori fischia il vento, infuria la bufera e qualcuno espettora rumorosamente tra i piedi di chi gli sta accanto, osservando compiaciuto il frutto della sua fatica.

Il giovine barista tentenna, traccheggia, porgendomi infine il resto: 12 kg di monetine. Ignoro a fatica una vocina interiore. Se la ascoltassi, procurerei al giovine numerose abrasioni e contusioni multiple, servendomi del mio ombrello, che nel frattempo si è aperto di nuovo.
Ritiro i biglietti e raccolgo il resto a piene mani. Alcune monete mi cadono per terra. Un cliente con panza e baffi, furbescamente, cerca di coprirle con il suo doposcì firmato. Ma io non sono nato ieri e pretendo che mi restituisca i miei 3 centesimi! Me li sono guadagnati col sudore della fronte e, talvolta, anche delle ascelle! Oltretutto, non espettoro in ogni dove, io.
Minaccio con l’ombrello il ladro coi baffi ed egli impaurito cede.

Il treno è giunto. Si ferma 50 metri oltre il punto prestabilito. Ma io non ho ancora obliterato il mio biglietto. Ovviamente, la macchinetta preposta allo scopo è rotta da decenni. L’ultimo che è riuscito ad utilizzarla, mi dicono, è stato seppellito 23 anni fa. Vivo. Vengo a sapere da una signora, brutta come la disperazione, che c’è un’altra macchinetta obliteratrice in sala d’aspetto. Mi ci fiondo con agilità sorprendente. Ho 50 anni, e quando giocavo a calcio mi chiamavano il diesel della Brianza.
Mentre mi appropinquo all’obliteratrice per infilarvi il mio coso, una signorina, incrociandomi, quasi sviene. Finge di aver dimenticato chissà cosa e fugge via, stringendo tra le sue mani il suo ticket bagnato. Il biglietto le cade, si china per raccoglierlo e si accorge che il mio sguardo si è depositato sul suo didietro ottimamente disegnato da madre natura. Ella inorridisce e comincia a correre. In effetti, oggi non sono proprio un bel vedere: barba incolta di 4 giorni, capelli (15 in tutto) sbrindellati dalla tempesta di neve e quell’espressione un po’ così, che abbiamo noi che non abbiamo visto Genova. E, oltretutto, sono sempre col coso in mano (l’ombrello).
Il sangue di atleta che ancora pulsa e girovaga in me, mi consente di saltare sul treno con leggendario gesto atletico. John Wayne, dall’alto, si complimenta con me, sorride e spara felice. Mancano solo gli indiani e John Ford.
Mi siedo felice e soddisfatto. Basta poco per esserlo, penso.

Accanto a me un signore sui 75 anni portati malissimo e una signorina sui 25.
Non credo ai miei occhi… Il vecchio, dalla lingua svelta e dal cappotto marrone cammello castrato, non smette di parlare un attimo, dando vita a un approccio grottesco e davvero incredibile.
Ella sorride per cortesia. Risponde a monosillabi. Finché a un certo punto non gli chiede assurdamente: “Ma lei, di che segno è?”
E il vecchio riprende vigore, facendo le corna. Dev’essere del toro, presumo. Lui ha due figli, ormai quasi in pensione, ipotizzo... La signorina, invece, è pugliese e sposata da due anni. E qui il sudicio signore col cappotto marrone cacca di licaone riparte in quarta. Mare, campagna, cielo grande, cielo blu, neve, crisi economica… Lui, vengo a sapere, ama la montagna e le escursioni oltre i 3000 metri. Lo guardo attentamente e lo vedo incapace perfino di far pipì da solo…
“Si mangia bene da noi – dice la ragazza – e infatti ho preso qualche kg, durante le feste…”
“Non preoccuparti – dice il suino – lo sai che cosa diceva mia mamma? – e nasconde la bocca con la mano, avvicinandosi alla ragazza per rivelarle chissà quale irriferibile segreto.

Sento con facilità quel che dice e convengo con la di lui mamma. “Meglio un po’ di carne attorno all’osso, che l’osso senza carne attorno…”
Riguardo il mio ombrello. È chiuso. Mi sono trattenuto dal bastonare il pirla coi baffi che voleva derubarmi e il giovin barista. Però, a questo signore col cappotto marrone, alcune randellate le regalerei volentieri.
Giunge un controllore dai tratti somatici arabeggianti.
Fatico a trovare il biglietto. L’ombrello gli cade tra i piedi, ma non si apre. Fuori, rutta il vento e infuria la bufera. E io penso con nostalgia alla mia Skoda nel box. Chissà se anche lei mi pensa.

“Non è timbrato! - tuona il controllore - Ah, no… si vede poco… dev’essere colpa della macchinetta…”
Caro controllore, ma se io ti dessi una bella ombrellata sul ginocchio e ti regalassi 3 settimane di infortunio, pagato da mamma Inps, tu che faresti?
Finalmente giungo in ufficio. Il riscaldamento è fuori servizio. Il rumore dello sciacquone rotto mi fa capire che il mio anziano collega, abbastanza sordo, ha già fatto pipì e come al solito ha esagerato schiacciando il pulsante. Dulcis in fundo, il papa si è dimesso.
Penso a quale fortuna avesse John Wayne: poter andare a cavallo senza dover obliterare nulla, con la libertà di scazzottare ogni cattivone.
Bella la neve, però. Probabilmente, non è altro che forfora di nuvole distratte.

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Lunedì, 24 Maggio 2021 16:41

I 50 ANNI DEL CSC CORTENOVA SU "VOGLIA DI ATLETICA"

in Sport

Bella sorpresa per  il CSC Cortenova che quest'anno festeggia il cinquantesimo di fondazione: la rivista del Comitato Regionale Lombardo della FIDAL ("Voglia di Atletica") ha dedicato un ampio articolo al sodalizio valsassinese raccontandone i principali successi e sottolineando i  valori che ne hanno sempre contraddistinto l'attività.

Il CSC Cortenova nella sua lunga storia ha ricevuto diversi riconoscimenti tra i quali i più importanti sono sicuramente la Stella di Bronzo al merito del CONI e il Discobolo d'Oro del C.S.I.

Cliccando sul link potrete leggere l'intero articolo.

 

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Lunedì, 24 Maggio 2021 15:04

QUANTO VALE UN CICLISMO MENO EPICO E PIU' UMANO?

Il ciclismo è stato epico, ma forse si sta umanizzando?

Da una parte è un dispiacere profondo che la tappa regina venga tagliata per maltempo!

E lo trovo giusto solo se effettivamente le condizioni di sicurezza non consentivano di transitare su Marmolada e Pordoi.

A quanto pare piove e fa freddino.. tre gradi.. era veramente necessario accorciare la tappa clou?

Nibali stesso nel 2013 vinse alle Tre Cime di Lavaredo sotto una bufera di neve.

Questo per non scomodare antiche memorie che appartengono all'epoca del bianco e nero: Charlie Gaul nel 1956 diventò "Angelo della montagna" conquistando il Monte Bondone e recuperando 17 minuti in classifica finendo per indossare la maglia rosa (si ritirarono in 43 con principi di assideramento).

Il bilancio del 1962 sul passo Rolle fu ancora più significativamente tragico: 57 ritirati e 53 al traguardo, con la tappa accorciata in un due giugno che sapeva d'inverno. I km percorsi fino all'arrivo sul passo, senza affrontare la discesa successiva, furono comunque tutti sotto la neve.

Per avvicinarci a giorni e mete più prossimi, ma legati da quel filo rosso, che rappresenta la stoicità mista a tragedia delle due ruote.. come dimenticare il Gavia nel 1988?

Il freddo pungente nella picchiata su Bormio fece perdere il giro a Franco Chioccioli: troppo disumani i meno cinque gradi sulla cima Coppi!

Un americano resistette e per la prima volta la maglia rosa finale si tinse di stelle e strisce, grazie a Hampsten.

Dieci anni più tardi una delle imprese maggiormente scolpite nella storia d'Italia: il pirata Marco Pantani, dopo aver trionfato al giro, in una giornata di freddo e pioggia, di strade scivolose, di bandane gettate al vento, di crisi di freddo e fame con il bestione tedesco Jan Ullrich... Trionfò a Les Deux Alpes, costruendo la doppietta giro / tour proprio nella salita e discesa (al limite) del mitico Col du Galibier. Se la tappa fosse stata limata, i nove minuti rifilati al tedesco...

Il ciclismo diventa più umano.

E forse per questo, meno pompato, ma anche meno memorabile?

Non ultime le polemiche sul giro 2020 corso ad ottobre e forse esempio più significativo: la tappa Morbegno Asti accorciata e partita alle 14.30 da Abbiategrasso perché alcuni corridori si lamentarono per la pioggia e il freddo: in quella occasione non vi erano valichi e pericoli da discese, ma è forse emerso con più forza quello che sta cambiando.

Senza un’organizzazione forte tutto è sindacabile e tutto può essere in discussione.

Non sempre sarà un male, ma a volte sarà un’impresa mancata.

Luca Tagliaferri

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Lunedì, 24 Maggio 2021 11:05

TRAGEDIA DEL MOTTARONE: ORA SERVE IL SILENZIO

La tragedia consumatasi ieri sul Mottarone non poteva non colpire emotivamente il nostro territorio dove sono ben quattro nel giro di trenta chilometri gli impianti funiviari in attività.

Ovviamente non ci sono parole per descrivere l'accaduto che, a detta degli esperti (quelli che si occupano di manutenzione di funivie, quindi, non i commentatori pressapochisti e tuttologi che sarebbe meglio stessero zitti), non trova, al momento una logica spiegazione.

Più che discutere sul cavo rotto oggi, però, dobbiamo piangere le quattordici vite spezzate e pregare che il piccolo superstite sopravviva (non osiamo pensare come), così come era successo ad Alessandra Piovesana, unica sopravvissuta alla tragedia del Cermis del 1976. 

Per quanto riguarda il cavo rotto, invece, a nostro avviso sarebbe opportuno che scendesse il silenzio e si lasciassero lavorare senza pressioni (immaginiamo ne abbiano già molta senza bisogno di caricargliene altre) gli inquirenti e i tecnici che verranno incaricati della perizia.

Continuare a fare ipotesi non ha senso e rischia di disorientare le persone.

Abitando, come abbiamo scritto, in una zona di funivie periodicamente abbiamo riscontri di manutenzioni e verifiche atte a garantire la sicurezza degli impianti, per cui non ci resta che attendere quella "logica spiegazione" che al momento sfugge a tutti.

Nel rispetto del ricordo di chi non c'è più, del dolore immenso dei loro familiari e amici e dell'inimmaginabile sgomento dei gestori di quella funivia.

 

 

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